Piangere in ufficio: come porre freno alle lacrime? Scendono in modo incontrollato e trattenerle è difficile se lo stato emotivo non lo consente. Si dice che il pianto sia donna, e in effetti questo falso mito può corrispondere a realtà. Uno dei luoghi in cui è facile trovare il gentil sesso in preda a una crisi di pianto è l’ufficio.

I motivi per piangere in ufficio possono essere diversi: troppo stress, la sensazione di sentirsi continuamente giudicati, non avere un buon rapporto con il capo o i colleghi di lavoro, insomma, le cause sono tante e una lacrima, a volte, scende inesorabilmente anche senza volerlo.

Purtroppo però, questo segno di grande sensibilità che in genere intenerisce chi sta di fronte, proprio sul posto di lavoro è visto in tutt’altra maniera. Farsi trovare sempre col fazzoletto in mano pronto ad asciugare il viso, alla lunga viene considerato non solo un atto di grande vulnerabilità che poco si confà con il raziocinio e la pragmaticità da usare quando si svolge un lavoro di ufficio, ma anche sintomo di forte immaturità o melodrammaticità che non può fare altro che indispettire chi sta intorno.

Piangere, anche se un atto irrazionale, può essere un’arma a doppio taglio per chi non riesce proprio a controllarsi, anche perché i più maliziosi potrebbero pensare che le lacrime siano solo un pretesto per impietosire qualcuno, far breccia nel cuore generoso del capo ufficio o peggio, cercare di manipolare situazioni che solo le lacrime potrebbero “ammorbidire”.

Se gli intenti non sono appunto questi, esistono dei piccoli accorgimenti per evitare di allagare l’ufficio da fiumi di lacrime. Innanzitutto se la sensazione del pianto imminente è vicina, si può cercare di allontanarla respirando lentamente e in modo profondo, 10 volte potrebbero bastare. Con questo piccolo lavoro di training autogeno su se stessi, si eviterà almeno sul momento, una crisi più o meno violenta.

Anche se difficile, certe volte a mente lucida alcune situazioni apparentemente stressanti diventano meno traumatiche di quanto si pensi; quindi, un buon modo per evitare di essere sopraffatti dallo scoramento, è cercare di allontanare il più possibile il pensiero dalla fonte di ansia e tornarci, con più calma, in un secondo momento.

C’è però chi non riesce a distogliere la propria attenzione dal suo problema neanche con tutta la buona volontà di questo mondo, quindi un piccolo trucco per riuscirci è quello di creare una situazione tale da far dimenticare la precedente. Un esempio pratico potrebbe essere quello di prendere del ghiaccio e tenerlo sui polsi, provocando una sensazione di freddo così fastidiosa da cancellare per un secondo, il motivo per cui si stava per piangere.

Anche fare delle attività, come scrivere o leggere, può essere un buon modo per far passare sul momento le lacrime. Concentrarsi sul foglio, lasciando alla penna il compito di lasciar sfogare la propria emotività, può essere ideale quando anche una lacrima potrebbe scatenare reazioni negative sugli altri. Certo, se neanche con questi stratagemmi la situazione dovesse cambiare, c’è sempre il bagno che può essere un provvidenziale rifugio per nascondersi da occhi indiscreti, ma attenzione che non ci sia nessuno dietro la porta ad origliare; a quel punto, qualsiasi tentativo sarebbe stato inutile.

Fonte: Divine Coraline