Oggi focus sul Piano Casa Campania e Calabria, due Regioni che, come altre, hanno di recente apportato modifiche e integrazioni alle leggi regionali sul Piano Casa, adeguando le norme alle esigenze proprie di ogni singola Regione.

Nuove modifiche, quindi, per il Piano Casa Campania, dove è stata ripristinata la norma relativa al rispetto delle distanze minime e delle altezze massime dei fabbricati. La Finanziaria regionale, infatti, ripristina il riferimento alle norme nazionali. In base alla nuova legge, i Comuni possono adottare il rapporto di copertura massimo per la realizzazione di insediamenti produttivi. E inoltre, oltre a poter ristrutturare e destinare gli immobili abusivi a edilizia residenziale sovvenzionata, possono utilizzare gli edifici abusivi nei programmi di valorizzazione o dismissione dei beni comunali.

Per quanto riguarda il Piano Casa Calabria, sono state approvate agevolazioni maggiori per gli edifici produttivi. Le nuove regole, recependo i contenuti del decreto sviluppo, consentono modifiche volumetriche per la realizzazione degli interventi di ampliamento, demolizione e ricostruzione. In base alle nuove norme, i lavori possono essere realizzati in deroga alle previsioni dei regolamenti comunali e degli strumenti urbanistici e territoriali comunali, provinciali e regionali, purché siano rispettate le norme nazionali per distanze minime e altezze massime, codice della strada, abbattimento delle barriere architettoniche, tutte le disposizioni sulle costruzioni in zona sismica e sull’assetto idrogeologico.

Gli interventi saranno ammessi anche sugli edifici non residenziali. Le premialità volumetriche non cambiano per gli immobili destinati a uso abitativo. Gli edifici non residenziali possono usufruire di un’agevolazione fiscale del 20% fino ad un massimo di 200 metri quadrati di superficie interna netta per unità immobiliare.

È possibile arrivare anche al 25%, fino ad un massimo di 500 metri quadrati, per edifici ad d’uso produttivo, industriale ed artigianale.

In caso di utilizzi misti, per ogni porzione è consentita la percentuale di ampliamento concesso dalla legge, a condizione che non vengano modificate le caratteristiche edilizie e architettoniche dell’immobile. Nel computo delle cubature non vengono però calcolate le volumetrie indispensabili a garantire il risparmio energetico.

Il nuovo Piano Casa Calabria ammette anche il cambio della destinazione d’uso, a condizione che gli interventi siano realizzati da imprese che siano in possesso del Durc dall’inizio lavori alla data della certificazione di ultimazione dei lavori stessi.