Momenti difficili, momenti di decisioni: smuovere l’edilizia dal ristagno e far ripartire il Piano Casa.

Questa la strategia di Regione Lombardia e da questa strategia nasce il riavvio del Piano Casa anche nel territorio bresciano. A Lumezzane, ad esempio, viene rilanciato un progetto finora rimasto al palo mediante sgravi comunali per chi ristruttura e interventi di risparmio energetico in previsione.

Nel marzo scorso Regione Lombardia ha approvato le nuove regole per i comuni nell’ambito dell’ampliamento di edifici privati, alberghi e capannoni e case. Un intervento varato sulla base proprio per ”provare” a rilanciare il settore dell’edilizia in forte crisi, ma anche con l’obiettivo non meno importante di valorizzare il patrimonio urbanistico esistente e di riqualificare le aree urbane.

In sintesi, è la rivisitazione del già noto Piano Casa introdotto la prima volta nel 2009, che però non ha avuto i risultati attesi fino all’aprile del 2011 a Lumezzane come altrove: la crisi ha frenato e, nei due anni di operatività, sono arrivate in Comune solo tre richieste di ampliamento: una conclusa e le altre in corso.

Grazie a questa rivisitazione, tranne che nelle zone del centro storico, nelle altre aree della città si potranno eseguire vari interventi grazie ai bonus volumetrici garantiti a chi interverrà anche sull’efficienza energetica degli edifici da sistemare. Ed è possibile ampliare la propria casa o il proprio edificio artigianale mediante tecnologie mirate a evitare la dispersione del calore e allo sfruttamento delle fonti energetiche rinnovabili grazie agli sgravi pubblici che alleggeriscono le spese.

Nel nuovo Piano Casa sono ricompresi anche gli alloggi per le famiglie che si occupano di persone non autosufficienti, anzi in questi casi è possibile aumentare la volumetria residenziale fino a 100 metri cubi: si precisa che gli interessati potranno presentare le domande in Comune fino al 31 dicembre 2013.

L’attenzione del Comune va oltre, anche al segmento della produttività: in base alla legge regionale, ha individuato tre ambiti nei quali possono essere ampliati capannoni ed edifici industriali.

Si tratta della zona produttiva consolidata, quella di espansione e una totalmente produttiva nella quale le aziende possono ospitare anche le residenze dei dipendenti. Infatti, ha previsto un bonus del 10% con la possibilità di allargare gli stabili fino a 500 metri quadrati. Non ci sarà, invece, un altro bonus del 5% per la sostituzione degli edifici, ma in compenso il piano prevede anche spazi verdi e parcheggi.