Dopo l’approvazione del Piano per le città, si affronta finalmente il tema della rigenerazione urbana e il rinnovamento del patrimonio edilizio esistente.

Un tema essenziale per il futuro sociale ed economico del nostro Paese. Al centro del Piano emerge chiaramente il ruolo della casa, in risposta ad una domanda abitativa mai scomparsa, ma sempre viva nelle nostre tradizioni e primaria nelle esigenze di tutti e di ognuno. Che, anzi, presenta oggi nuove articolazioni e quindi una maggiore diversificazione dell’offerta.

Nel Convegno “Cosa succede in città – le strategie urbane per la competizione dei territori”, svoltosi a Milano il 21 novembre 2012 u.s. presso la Triennale, grazie all’impegno dell’Ance, i principali protagonisti di questo importante programma hanno potuto evidenziare la necessità di riattivare il mercato della casa anche attraverso strumenti finanziari ad hoc, come le cartelle fondiarie e l’utilizzo di fondi di garanzia anche per le classi a basso reddito. Sottolineando, peraltro, il ruolo primario delle leve fiscali e finanziarie per realizzare i programmi presentati dai Comuni.

Il viceministro Ciaccia, intervenuto al Convegno, ha garantito che il Piano per le città sarà uno strumento stabilmente a disposizione dei Comuni, che ogni anno potranno presentare alla Cabina di regia le proprie strategie di riqualificazione. Auspicando che il Piano possa contenere un programma per la casa, simile a quello che, negli anni ’50, ha permesso lo sviluppo delle nostre città e della nostra economia.

In chiusura, il presidente dell’Ance Buzzetti: “Un altro aspetto decisivo sarà il passaggio alla fase due, alla vera e propria istruttoria delle proposte e all’assegnazione dei finanziamenti statali. La situazione di crisi non giustifica perdite di tempo è necessario fare presto. Dai Comuni ci attendiamo semplificazione, certezze e mantenimento degli impegni assunti, dal più semplice titolo abilitativo edilizio alle procedure di variante urbanistica”.