Un programma necessario e urgente: mettere in sicurezza il territorio, puntare sulla legalità, investire nelle città sostenibili con piani di miglioramento statico ed energetico.

Queste le emergenze imposte dai recenti eventi sismici in Emilia Romagna, un obiettivo raggiungibile solo partendo dalla sicurezza del cantiere. L’edilizia sostenibile risponde all’attuale crisi economica, ma serve anche un Piano straordinario antisismico ed energetico da mettere in pratica nell’immediato futuro, sia realizzando nuove costruzioni sia consolidando e migliorando gli edifici pubblici e privati esistenti.

Idee vengono da più parti, tutte valide e da valutare. È di Ascomac, ad esempio, la sfida del cantiere a impatto zero. Lo ha dichiarato la presidente di Ascomac Elisa Cesaretti in occasione del seminario “Formazione e verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro per la realizzazione del Cantiere a impatto zero”.

Si tratta di una “proposta a favore della sostenibilità della filiera dell’Edilizia, del Sollevamento, della Nautica e del Navale, dell’Energia. Un’idea che si declina, da una parte, nel rispetto della legalità, della trasparenza, nell’efficienza tecnologica e nella sicurezza sul lavoro; dall’altra nella possibilità di un impatto ambientale pari quasi a zero e nella semplificazione della burocrazia. Il tema della sicurezza è indissolubilmente legato a quello della formazione. Settore in cui la nostra Federazione intende puntare anche attraverso un accordo con il Formedil”.

Secondo Ascomac, serve soprattutto un percorso virtuoso verso la Città/Territorio Sostenibile, a consumo quasi zero con regole certe e chiare, a partire dai Piani regolatori e dalla Pianificazione strategica territoriale. Il rispetto della legalità è un principio dal quale non si può prescindere, per non continuare ad assistere alla caduta di quanto è stato costruito e, invece, per quanto riguarda l’edilizia occorre puntare al massimo sulla sicurezza e prestare particolare attenzione al problema degli appalti e dell’abusivismo.

“Il recente terremoto in Emilia Romagna, il grave dissesto idrogeologico, i danni subiti dal patrimonio abitativo, agricolo, industriale, infrastrutturale, artistico e culturale e la morte di operai sotto le coperture di capannoni, fanno riflettere sulla necessità di messa in sicurezza del Territorio”.