Avere delle piante grasse in casa è una pratica ormai ampiamente diffusa: per via della loro fortissima capacità di adattamento e del ridotto numero di attenzioni di cui necessitano, infatti, queste piante hanno conquistato anche chi non vanta il pollice verde e riescono comunque ad abbellire la casa con allegria, ma senza provocare un eccesso di stress.

Tuttavia anche quando si opta per le piante grasse bisogna essere sicuri di saperle curare al meglio, proprio come si farebbe per qualsiasi altro tipo di pianta o fiore. Ecco dunque un vero e proprio piccolo manuale per sapere come curare le piante grasse in casa e per farle durare a lungo, senza trascurarne mai salute, fascino e bellezza.

  • Prima ancora di capire come innaffiare le piante grasse in casa è importante conoscerne la specie. Tutte le tipologie sono caratterizzate da elementi comuni quali una membrana che protegge il corpo composto, per lo più, di acqua. Questa membrana può essere ricoperta di spine o di una peluria – anch’essa spinosa – che la difenda da eventuali predatori o insetti. La fioritura, rara, porta alla luce fiori molto colorati e, spesso, ben più grandi della pianta stessa.
  • L’ultima innaffiatura delle piante grasse in casa deve avvenire a novembre. Infatti, a differenza di quanto si possa pensare, il periodo più importante, nel quale questo tipo di vegetali subisce maggiore stress è il periodo estivo, a causa delle alte temperature che essiccano più facilmente le piante grasse in casa. Nella stagione autunnale ed invernale, invece, esse riescono a trattenere meglio l’acqua, evitandone gli sprechi. Innaffiare troppo le piante grasse durante la stagione fredda, dunque, comporta un lento deterioramento delle piante grasse in casa, che finiscono per marcire. Le innaffiature vanno ridotte man mano nel tempo, facendone due a ottobre e una sola a novembre. Poi la pianta “riposa”: proteggetela dai funghi con prodotti adatti e riprendete gradualmente a darle l’acqua a marzo.
  • L’acqua migliore, per le piante grasse in casa, è quella senza calcare, che le rende più “succulente”. Infatti, l’acqua calcarea rischia di alterare in qualche modo il regolare pH della terra e che, inevitabilmente, può compromettere la sopravvivenza della pianta.
  • Infine, la migliore posizione della pianta è a Sud, magari in balcone, in un luogo distante dall’umidità. Ciò va bene anche d’inverno, in quanto le piante grasse sono abituate a sopportare estati torride ed inverni gelidi. In questo caso, dunque, non ci saranno problemi a lasciarle, anche nei periodi più rigidi, in balcone. Meglio, però, evitare di lasciarle in balia dell’acqua, senza però privarle del loro sole.