Nel cuore della notte, un pianto disperato e uno dei due genitori che si trascina, ancora addormentato, alla culletta del piccolo che proprio non vuole saperne di calmarsi. Una scena che si ripete spesso, specie nei primi mesi di vita del bambino, mettendo alla prova i nervi di mamma e papà. Ma perché il bambino non dorme? Ecco cinque motivi che impediscono a tuo figlio (e a te) di passare una notte serena.

Le coliche gassose. Il piccolo piange forte, si irrigidisce e si contorce piegando le gambine sulla pancia: si tratta delle famigerate coliche che generalmente si risolvono in maniera spontanea entro il quarto-quinto mese. Non si sa perché alcuni bambini siano più predisposti di altri a questo fastidio, certo è che alcuni neonati hanno un apparato digerente più sensibile e meno sviluppato rispetto ad altri. La difficoltà a digerire le proteine del latte porta alla formazione di gas, che provoca dolore, nell’intestino; urlare e piangere ovviamente peggiora la situazione, perché il bebè ingerisce aria.

Il pannolino. Solitamente, il pannolino umido non crea disagi al piccolo, a meno che non abbia una irritazione al sederino: in questo caso, cambiatelo durante la notte finché la dermatite non sarà guarita.

La poppata. In realtà nessun bambino ha bisogno di essere allattato ogni ora durante la notte: piuttosto il contatto con il seno della mamma lo rassicurerà, calmandolo. Per questo, non si dovrebbe svegliare il piccolo per rispettare la “tabella di marcia” dell’allattamento, ma attaccatelo al seno a richiesta.

“Mi sento solo”. Il bambino ha bisogno di un contatto fisico costante con i genitori, specialmente nei primi mesi di vita. Bisogna allora prendere sempre in braccio un neonato in balia dello sconforto oppure lasciarlo piangere per evitare che cresca viziato? I pareri in merito, da sempre, sono discordanti. Mano a mano che tuo figlio cresce potresti pensare, invece di prenderlo in braccio, di accarezzargli la testa oppure di poggiargli la mano sul pancino per rilassarlo e farlo calmare.

Che stress! Tuo figlio ti accompagna in tutte le attività che svolgi ogni giorno, dalla spesa, alle passeggiate, alle visite ai parenti: può non sembrarti così, ma in realtà viene travolto da una enorme serie di stimoli e sensazioni, così piange per allentare la tensione. Cosa fare? Magari affidalo a un parente mentre svolgi alcune commissioni e crea per lui una atmosfera rilassata e silenziosa nelle ore che precedono la nanna.

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