Da Occidente a Oriente, il piercing al naso è uno degli elementi che ha costruito, e continua a farlo tuttora, le fondamenta culturali di più e più paesi e delle religioni, sia monoteiste che politeiste. A partire dai testi sacri indiani, passando per la Bibbia, dove è riportato che il servo di Abramo donò a Rebecca, moglie di Isacco, un gioiello d’oro per il naso. L’orecchino in questa delicata parte del corpo rappresenta, per alcune realtà tribali ancora esistenti, il simbolo dell’appartenenza a un rango, piuttosto che un’esplicita condizione sociale (come ad esempio la perforazione del setto delle donne nel Nord dell’Himalaya utilizzato per indicare l’essere sposata).

La parola piercing deriva dall’inglese to pierce che significa perforare. Oltre alle parentesi tribali, la diffusione di questa tecnica di mutazione non definitiva del corpo (salvo nei casi di dilatazione estrema, che provocano il cedimento e la perdita dell’elasticità della pelle che non sarà più in grado di rimarginarsi) si è diffusa nelle metropoli contemporanee con le prime rivoluzioni sociali: non è difficile, infatti, riportare alla luce le immagini dei primi punk che mostravano, con orgoglio, il piercing alla narici, manifestando il dissenso ed il disgusto nei confronti della società dell’epoca; altresì, oggi più che mai, la moda sta occidentalizzando i piercing al setto nasale ed al ponte, la parte superiore del naso, in mezzo agli occhi, portando a una diffusione di quest’abbellimento estetico, sviscerandoli di tutti i valori antropologici e sociali. Ecco alcune considerazioni sul piercing al naso, evidenziando pro e contro.

Il piercing al setto, chiamato anche “septum”, si caratterizza per la perforazione della cartilagine che divide le due narici, provocando poco dolore sul momento, ma più fastidio per i primi tempi, a causa delle crosticine che si formano all’inizio (per questo è sempre necessario avere a portata di mano la soluzione salina spray).  L’esplosione di questa tendenza ha raggiunto il culmine grazie a Givenchy che, nel corso della presentazione della collezione p/e 2013 ha sfoggiato imponenti accessori gioielli in grado di coprire e sovrastare anche le labbra; in ultimo, la diffusione attualissima della moda rockabilly ha portato ad una riscoperta dell’anello alla narice che riesce a smorzare la dolcezza del viso femminile ed evidenziarne la grinta e il coraggio.

Prima di decidere se farlo o meno è importante conoscere il perché del gesto: è puro soddisfacimento estetico o ha un suo significato intimo che si vuole manifestare al mondo? Una volta presa la decisione, è importante rivolgersi a un centro certificato e autorizzato a esercitare: questo ridurrà i rischi di infezione e di rigetto che, di certo, non sono mai piacevoli e, in alcuni casi, possono essere molto pericolosi (a tal proposito, una volta visti i certificati, è importante lasciarsi guidare dal proprio istinto e dal proprio sguardo per appurare la pulizia dei locali).

Infine, il foro deve essere realizzato obbligatoriamente con l’ago, in quanto garantisce igiene e precisione; e non solo: la pistola, con cui fino a non molto fa venivano realizzati la maggior parte dei piercing, è stata dichiarata fuorilegge in quanto potrebbe provocare strappi o lacerazioni causate dal malfunzionamento dell’apparecchio.

Ora che il piercing al naso non ha più segreti, non resta che prendere coraggio ed affidarsi alle mani esperte e professionali del piercer.

Foto: Lips of young woman wearing pink lipstick – Shutterstock