Mentre cresce il rischio di un’esplosione del reattore nucleare di Fukushima 3, anche il bilancio delle vittime, inizialmente stimato intorno a mille persone, subisce un pesante e drammatico aumento.

Nella prefettura di Miyagi che è la più vicina all’epicentro del terremoto, sarebbero morti oltre 10.000 abitanti.

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La notizia è stata comunicata dal capo della polizia locale, Naoto Takeuchi, intervistato dalla emittente pubblica Nhk. Takeuchi ha affermato che alla fine delle ricerche il numero dei morti nella sua zona di competenza supererà senz’altro quella tragica cifra. Si tratta di una stima drammatica, ma purtroppo plausibile.

La stessa rete televisiva, durante la giornata di ieri aveva riportato i dati riguardanti il numero delle persone attualmente disperse nella città portuale di Minamisanriku, appartenente proprio alla Prefettura di Miyagi, stimandolo intorno alle 10mila persone. Se si considera che gli abitanti della città sono in totale 17.000, si ha il senso della catastrofe abbattutasi sul Paese.

Come se non bastasse, tra i superstiti mancano acqua, cibo e carburante, e molti hanno dovuto passare l’ennesima notte all’aperto.

Intanto il premier nipponico Naoto Kan ha chiesto al numero uno di Toshiba, il costruttore della centrale atomica Fukushima 1, di intraprendere “azioni risolute” per evitare l’eventualità di fusioni nel sito, mentre le barre di combustibile al reattore n.3 hanno già subito danni. I tentativi di evitarlo, ha riferito il ministro dell’Economia e dell’Industria nipponico, ”non hanno avuto effetti”.