Aumentare i carichi di lavoro degli insegnanti di un terzo, ma non farlo con lo stipendio. Quella che sembra una battura potrebbe diventare la realtà dei docenti della scuola italiana, almeno stando alla nuova Legge di stabilità del Governo, che porta – a causa dei tagli di personale – a una rivoluzione degli orari.

Nella media UE a 21, alle superiori, le ore annue di lavoro degli insegnanti sono 635, un dato in linea con quello italiano, che è di 630: così scrive IlSole24Ore. Eppure, stando ai primi calcoli, anche gli insegnanti che hanno 18 ore lavoreranno 22/24 ore, compresi quelli di sostegno. Questo produrrà un taglio di 29 mila precari e un risparmio di 1 miliardo per lo Stato. Contropartita? Due settimane di ferie in più.

Già di per sé una cosa difficile da accettare. Se poi si aggiungono gli stipendi bloccati e le forte critiche al Ministro Profumo – anche oggi molti studenti in piazza, come la settimana scorsa: su Twitter è possibile seguirne lo svolgimento – è comprensibile come l’argomento stia accendendo gli animi.

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La riforma del bastone (come è stat definita dopo che in conferenza stampa il ministro dell’Istruzione ha affermato che «in Italia ci vuole più bastone che carota») è fortemente criticata dai sindacati, ma anche da alcuni partiti a sostegno del Governo.

Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc-Cgil, ha dichiarato:

«Le conseguenze saranno maggiori carichi di lavoro per i docenti, la riduzione di migliaia di supplenze per gli spezzoni (le ore di attività didattica che rimangono scoperte dopo l’assegnazione a ogni singolo docente) e di quelle brevi. Tagli a organico e risorse alla scuola pubblica, in perfetta continuità con il Governo Berlusconi. Ormai è evidente a tutti che questo Governo, pur di difendere gli interessi delle banche e della speculazione finanziaria, affossa i diritti dei lavoratori e lo stato sociale. Vogliono privatizzare il sistema d’istruzione e la ricerca pubblica ritenuti un lusso.»

Anche se bisogna capire meglio la bozza uscita dal Consiglio dei Ministri, il carico maggiore di ore settimanali sui 170 mila docenti delle medie e i 238 mila delle superiori dovrebbe essere reale e attivarsi dall’anno prossimo se al Ddl seguirà l’approvazione in Parlamento. Tuttavia, il lavoro delle Commissioni e l’intervento dei partiti potrebbe modificarlo. Questa è la speranza del corpo docente e soprattutto dei precari della scuola.

Fonte: IlSole24Ore