Tra i materiali per realizzare tende per la casa, il pizzo occupa uno spazio intramontabile. Tradizionali ma sempre attuali, gli eleganti ricami del pizzo garantiscono un buon isolamento da sguardi indiscreti, pur massimizzando la luminosità dell’ambiente. Ma come scegliere la giusta lavorazione, anche in relazione alle finestre e alla stanza?

Pizzo per tende: la scelta del colore

Prima di acquistare o produrre in casa tende in pizzo, è necessario analizzare a fondo la struttura della stanza, per ottimizzare il risultato. Le tende in pizzo sono solitamente molto leggere e poco invadenti, garantiscono una buona luminosità e raramente risultano inopportune. Allo stesso tempo, però, potrebbero sembrare arcaiche o fin troppo datate negli arredamenti più moderni, soprattutto se di classico e spoglio bianco. Il primo elemento da tenere in considerazione, di conseguenza, è la tinta che si andrà a scegliere:

  • Bianco: il pizzo bianco, come già accennato, è la più classica delle soluzioni. Adatto sia per tende a pannello, di semplice copertura del vetro o lunghe fino al pavimento, si adatta perfettamente a qualsiasi colorazione della parete, ma rischia di invecchiare l’ambiente proprio per la sua classicità;
  • Nero a contrasto: un’ottima idea per svecchiare una tenda, ad esempio in lino bianco, è optare per un pizzo in colorazione a contrasto. Un macramè ondulato sul fondo, o delle applique a goccia nella parte superiore dalla finestra, creerà un interessante effetto di luce filtrata, nonché renderà l’ambiente più dinamico. Perfetto per chi vuole approfittare di un arredamento moderno, senza però rinunciare al pizzo;
  • Blu navy: singolarmente o abbinato a lino bianco, il blue navy è quell’istantaneo tocco d’eleganza che potrebbe mancare alla casa, poiché altolocato e allo stesso tempo nostalgico. La sua applicazione non è però semplice, poiché questo pizzo si sposa con arredamenti importanti e ricchi, ma sempre sulle note del blu, del bianco e del grigio. Eccessivamente drammatico, invece, per un arredamento moderno;
  • Altri colori: naturalmente il pizzo è disponibile in qualsiasi colorazione si desideri, ma l’abbinamento dovrà essere sempre relativo alla tinta delle pareti e alla tonalità dei mobili. È meglio evitare l’eccessiva omogeneità tra tenda e muro, per non appesantire troppo la stanza con il monocolore. Più indicato, invece, giocare con le tinte complementari o quegli abbinamenti ormai diventati irrinunciabili. Per una stanza dove predomina il rosso o il bordeaux, un pizzo di un chiaro grigio, quasi argentato, potrebbe essere la soluzione di preferenza.

Pizzo per tende: lo stile

La scelta dello stile del pizzo è fondamentale per non disattendere le aspettative d’arredamento della stanza. Le lavorazioni all’uncinetto, sempre molto frequenti, si adattano ad ambienti classici e tradizionali, meglio se inseriti in contesti naturali. Esagerare con un uncinetto in un ambiente urbano, infatti, rischia di far scadere la propria abitazione nella sindrome da cottage montano.

Il pizzo macramé, per contro, è quello più diffuso e dalla maggiore versatilità su tende e finestre. Solitamente abbinato a tessuti naturali come il lino o il leggero cotone, si utilizza come merletto di bordo ondulato, per le fasce di contenzione laterali oppure come inserto di metà altezza. Meglio preferire la distribuzione geometrica, però, all’impatto floreale: quest’ultimo appesantisce la stanza con un tocco fin troppo retrò.

Altro evergreen è il pizzo Sangallo, sempre molto delicato e dai disegni mai invadenti, si sposa maggiormente con ambienti d’ispirazione classica, anche con mobili di recupero anni ’40 e ’50.

Ancora, il filet a maglie larghe per incrementare l’ingresso della luce a discapito però della privacy, ma anche l’entre-deux per un immediato richiamo alla campagna.

Il pizzo foderato, infine, è la proposta d’elezione per chi desidera quel livello di protezione dall’esterno in più, senza però rinunciare alle splendide fantasie del disegno. Le possibilità, in definitiva, sono davvero infinite.