Se l’Associazione per i Diritti dei Minori ha contestato aspramente i contenuti della nuova trasmissione di Italia 1 “Plastik“, la prima puntata è andata abbastanza bene. Anche perché tutto il clamore fatto attorno all’operazione della bambina indiana che aveva inglobato il gemello si è risolta con una normale routine informativa.

Il problema vero è: cosa l’informazione televisiva può dare senza generare morbosità? La chirurgia plastica, anche in Italia, ha sempre avuto dei punti di eccellenza, in particolare per la cura dei bambini nati con deformazioni. Certo, non parliamo di cure estetiche superflue, magari destinate a un pubblico adulto.

Galleria di immagini: Elena Santarelli

Interventi che pure accadono per i più piccoli, dato che nelle settimane scorse molto scalpore ha suscitato il caso di una bambina statunitense, sottoposta dai genitori a un intervento di chirurgia plastica per “sistemare” le sue orecchie a sventola. Ma qui, a “Plastik“, siamo abbastanza lontani da certe questioni e a tutti sarà capitato di tirare un sospiro di sollievo vedendo la piccola indiana finalmente poter camminare sulle sue gambe.

Ciò che si mette sotto accusa, infatti, è cosa si debba o non si debba mostrare ai giovani in una fascia, come quella delle 22, che è ancora aperta a un pubblico infantile. Ma forse anche questo ha fatto buon gioco: numerosi spot di “Plastik” nei giorni scorsi sono stati trasmessi nel primo pomeriggio, forse per attirare i ragazzi alla visione?