Soffrire di insonnia durante i primi mesi di gravidanza rappresenta un disturbo frequente nelle donne in attesa, spesso alle prese con difficoltà nel prendere sonno o nel dormire tutta la notte senza svegliarsi continuamente anche a causa dei naturali squilibri ormonali tipici del periodo.

Il progesterone, infatti, causa molta sonnolenza nelle ore diurne e, spesso, impedisce di arrivare alla sera con una sufficiente dose di stanchezza. Si tratta di problematiche comuni e generalmente risolvibili grazie a piccoli accorgimenti anche alimentari, ma secondo uno studio recente potrebbe esserci un legame tra sonno disturbato e parto prematuro.

Gli studiosi della School of Medicine dell’Università di Pittsburgh, infatti, hanno dimostrato come dormire male nel primo o nel terzo trimestre di gravidanza possa portare a un maggiore rischio di parto pretermine. Il secondo trimestre, invece, sembra essere totalmente escluso da questa problematica.

Non è ancora chiaro, tuttavia, il perché di questo legame, secondo i ricercatori dovuto a una possibile infiammazione causata dallo stress che, inevitabilmente, deriva dalla carenza di ore di sonno soprattutto all’inizio della gravidanza, quando solitamente una donna continua a portare avanti anche la sua professione.

Gli autori dello studio hanno stabilito una relazione tra i disturbi del sonno e il parto prematuro verificando anche altri fattori di rischio, allo scopo di identificare con certezza quali sono le condizioni o le abitudini materne che espongono maggiormente il feto a una nascita anticipata, avvenimento che spesso causa altre complicazioni anche nella crescita.

Per ridurre il rischio di nascite pretermine, quindi, potrebbe essere fondamentale regolare il sonno delle future mamme già dal primo trimestre, scongiurando in questo moto l’unione tra questa problematica e altri fattori che incidono sulla data del parto. Michele Okun, uno degli autori dello studio, che compare nel numero di novembre della rivista “Sleep”, ha rilasciato un comunicato stampa illustrando i punti chiave dello studio.

«Questo studio supporta la crescente evidenza che un sonno carente e disturbato rappresenta un importante fattore di rischio di parto pretermine. È probabile che questo si verifichi in presenza di altri fattori di rischio, ma il sonno può essere misurato facilmente e rapidamente durante le visite prenatali. Semplicemente valutando la qualità del sonno di una donna, potremmo essere in grado di identificare un rischio all’inizio della gravidanza, quando c’è ancora molto tempo per intervenire. I dati suggeriscono che ottenere risultati positivi è possibile attraverso varie modifiche nel comportamento.»

Fonte: Health