Afferrare la mente di una donna, tenerla ferma con le parole, riempirla con i pensieri“, “Twitter mi ha insegnato anche che la sensibilità femminile è l’ottava meraviglia del mondo“, “Non è che manchi tu, è camminare senza la terra sotto i piedi che non mi risulta facile“.

Alla fiera della banalità l’ingresso per i poeti di Twitter era gratuito e mai avrei pensato ci sarebbe stata tanta affluenza. Il mondo avrà evidentemente bisogno di drammatica lirica, trovarla in 140 caratteri non può che farmi piacere, ma constatare che un bambino di quinta elementare riuscirebbe a tirar fuori pensieri più profondi di “ti dedico la stella che il cielo sta per rigurgitare”, twittato da un quasi quarantenne scapolo e al quale l’orologio biologico ha preso il posto del testosterone ubriaco, altro non fa che insinuarmi tanta perplessità.

La sfida agli haiku giapponesi (composizioni di tre versi per diciassette sillabe complessive) la lanciano “i twitteri maledetti” e il mio cruccio, oggi, è capire perché esistono, ma soprattutto come fanno a ricevere caterve di retweet per due stronzate cinguettate ogni due-tre ore.

L’unica risposta che riesco a darmi è: narcisismo, narcisismo spinto. Un autocompiacimento che punta non tanto all’accoppiamento, quanto al farsi adulare da un mucchio di follower under 30 pronte ad innamorarsi perdutamente al suon di “E quello che vorrei dirti di più bello, non te l’ho ancora detto“, ignorando del tutto che cotanti versi son troppo originali (nonchè appartenenti a Hikmet) per esser stata concepita dal “spoeta” di turno.

E poi ci sono le milf. Il vero bersaglio mobile dell’esercito dei poeti di Twitter, a mio modesto parere, sono le donne mature. Quelle con figli a carico, ormai snobbate dai mariti (quando ancora ce l’hanno) e desiderose di sentirsi ancora desiderate, corteggiate, appetibili.

I sommi poeti non lo ammetteranno mai, ma è così. Perché fare colpo su una ragazzina è soddisfacente, ma facile, fare colpo su una signora già impegnata,  invece, è una vera e propria coccola per l’ego: vuol dire riuscire a farla capitolare, rubarla ad un altro uomo. Vai a spiegar loro che quelle vanno in giro senza mutande nella speranza che qualcuno le salti addosso.

Ad ogni modo, non pensate che i vari Prévert e Neruda 2.0 giungano poi a completare l’opera incontrando dal vivo la loro vittima sacrificale, perché non è così che funziona. Ricordate: l’uccellino cinguetta su Twitter, ma si sollazza su Facebook!

Nella gallery qui sotto, vi propongo qualche account da seguire se amate la poesia. Coloro che vengon, citati non me ne vogliano troppo, in fondo sto dando loro solo visibilità, e anche se può non trasparire dalle mie parole, sono una personcina simpatica. Grazieeeee!

(Valentina Biffi su Twitter e Facebook)

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