Chiedete a un bambino come preferisce impiegare il suo tempo libero, sicuramente risponderà: guardando i cartoni animati! La televisione è entrata a far parte della vita dei nostri figli in modo così radicato, da rappresentare per genitori, un valido aiuto casalingo nella gestione dei figli. Ovviamente gli interrogativi sui danni derivanti da un uso eccessivo della televisione sono fondati, ma c’è un aspetto che spesso dimentichiamo: i cartoni animati possono essere un valido supporto nell’insegnamento e nella trasmissione di determinati valori.

Ne è un esempio Pokémon, di cui è uscito in Dvd: Pokémon Il Film – Bianco e Nero. Si tratta di uno dei cartoni animati più amati degli ultimi dieci anni e che in modo intelligente, cerca in ogni episodio di coinvolgere i più piccoli (e non solo) trasmettendo sempre messaggi positivi. Abbiamo chiesto alla Dottoressa Valentina Danzi, psicologa e psicoterapeuta specializzata in Psicoterapia presso La Scuola Romana di PsicoterapiaFamiliare (S.R.P.F.) come approcciare e gestire la passione dei nostri figli per i cartoni animati.

Spesso i cartoni animati di nuova generazione vengono additati come non educativi e violenti, ma alcuni cartoni hanno anche il merito di divulgare messaggi positivi ai nostri figli, spingendoli alla riflessione sui valori quali amicizia, legami familiari e attaccamento alle proprie origini. è giusto affidarsi anche a film d’animazione per arricchire l’esperienza dei nostri figli o sarebbe meglio evitare di affidare a uno schermo la divulgazione e l’apprendimento?

«Cartoni animati e film d’animazione costituiscono dei preziosi strumenti di apprendimento e sensibilizzazione nello sviluppo del bambino. È molto importante che i genitori si orientino tra le tante proposte disponibilie possano selezionare i film d’animazione più adatti all’età del bambino. Cartoni animati efilm d’animazione vengono anche a costituire nel tempo un bagaglio emotivo importante attraverso il quale ricordare i particolari momenti della propria crescita. Ritengo d’altra parte che non si possa affidare completamente allo schermo la divulgazione di valori positivi, lo schermo infatti può amplificare e completare ciò che in casa viene trasmesso ai figli dai propri genitori.»

A che età i bambini iniziano a recepire in maniera corretta messaggi e insegnamenti anche tramite cartoni animati e televisione?

«Già dall’età dell’asilo i bambini sono affascinati dai cartoni animati e dai film d’animazione e spesso desiderano rivederli molte volte, per la musica o per le immagini che suscitano sensazioni piacevoli. Intorno ai 3/ 4 anni però bisogna tener conto che il livello di attenzione del bambino è limitato e ha una durata che non supera i 40 minuti, il film d’animazione quindi potrebbe non essere colto nella sua interezza e il bambino potrebbe perdersi. Può allora essere importante guardare la televisione assieme ai piccoli per poter filtrare le informazioni e poter monitorare i loro stati d’animo ed essere pronti a spiegazioni e rassicurazioni. Si possono ancheproporre cartoni o film brevi con concetti chiari, cantare insieme ai bambini le canzoni della colonna sonora e investire questi momenti di carica emotiva. Più avanti invece, intorno ai 6 anni, il bambino inizia a cogliere i messaggi che il film d’animazione intende trasmettere, rimane colpito dal personaggio che rappresenta il male per poi spesso rassicurarsi con un lieto fine.»

Se un bambino è particolarmente restio ad ascoltare gli adulti, il cartone animato o film d’animazione, può essere un valido alleato per il genitore per cercare di trasmettere determinati messaggi e valori?

«È certo che un film d’animazione o lo stesso cartone animato stimoli la curiosità del bambino e apra verso la conoscenza del mondo che lo circonda, il ruolo del genitore e di ciò che lui stesso può trasmettere e insegnare, non è certo sostituibile, ma può essere rafforzato dalla scelta di film e cartoni adeguati al proprio figlio e alla propria età.»

Quali sono i punti di forza di un’educazione che si avvale anche di libri, film e cartoni animati? Con quali bambini risulterebbe una mossa vincente?

«Esistono libri e film ricchi di spunti di riflessione che passano messaggi su cui si vuole sollecitare la riflessione da parte dei bambini. Il film in particolare però, può andare oltre questa funzione di contenitore di obiettivi educativi e diventare, direttamente, strumento di educazione di una tra le funzioni umane più importanti: la funzione emotiva. Educare emotivamente equivale a fornire strumenti cognitivi, linguistici, emotivi, abilità sociali con cui nominare, significare, armonizzare, costruire un mondo di eventi e leggere momenti emotivi che accadono all’internodella persona e fra le persone. Quando in Italia arrivò lo studio sull’intelligenza emotiva di Goleman, psicologo di fama internazionale, l’idea dell’educazione emotiva ha trovato molti sostenitori fra pedagogisti e insegnanti attenti al tema dell’emotività. La facilitazione dell’esperienza emotiva evita la compressione delle emozioni e permette di renderle comprensibili, accettabili, nominabili e condivisibili da tutti e con chiarezza. Un’educazione che si avvale di film, libri e cartoni animati può quindi favorire nel bambino la riflessione e la conoscenza del mondo delle emozioni, elemento prezioso per la crescita intrapsichica e relazionale di ogni bambino.»

Se il genitore si rende conto che la fantasia del proprio bambino inizia ad andare oltre e necessita di un freno, in che modo intervenire?

«La fantasia del bambino è di per sé un elemento vitale e prezioso che in alcun modo va frenato. Se ci si accorge che tale fantasia arriva adesprimere emozioni e pensieri potenzialmente “pericolosi” come l’aggressività, la violenza o una sessualità eccessiva rispetto all’età, è importante poter instaurare con il bambino un buon dialogo per comprendere i motivi di tali fantasie, recuperandone il senso e quindi l’origine.»