Sta destando grandi polemiche la notizia del nuovo reality in preparazione a Canale 5.

Secondo alcune fonti, la rete Mediaset starebbe infatti reclutando un gruppo di insegnanti precari rimasti senza impiego a causa della tanto criticata riforma di Mariastella Gelmini, per utilizzarli in un nuovo format televisivo, in cui si contenderebbero 10 anni di stipendio sfidandosi nel controllo di una classe di scalmanati e ignorantissimi VIP.

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Sostanzialmente alcuni professori ormai senza lavoro dovrebbero lottare l’uno contro l’altro, dimostrando le proprie competenze su un materiale umano particolarmente difficile. Le associazioni di categoria si dicono scandalizzate, definendo questa nuova pensata della televisione commerciale un vero “schiaffo morale“. La polemica nasce anche dal fatto che il reality sia in preparazione in un canale della televisione di proprietà di Silvio Berlusconi, che è anche il Presidente del Consiglio e quindi il capo del Governo che ha prodotto la riforma della scuola.

L’accusa di chi trova scandaloso questo reality è quella di voler guadagnare dalle macerie della scuola pubblica dopo averla fatta a pezzi. Mediaset nel frattempo non ha smentito la notizia ma neppure l’ha confermata. Tutto è nato dall’annuncio del casting per docenti precari che sta frequentemente passando come una striscia pubblicitaria su molti canali Mediaset, mentre il resto delle informazioni sarebbero solo indiscrezioni, come pure il nome dei possibili conduttori del reality, Barbara D’Urso e Nicola Savino.

Il futuro parterre di vip ignoranti dovrebbe essere formato dal fior fiore degli “asini” comparsi sui maggiori reality, per esempio al Grande Fratello, dove spesso abbiamo visto i concorrenti cadere in preoccupanti strafalcioni culturali.

I disoccupati avranno l’ingrato compito di preparare questa classe di ignoranti ad alcuni quiz. Il precario vincitore si aggiudicherà il premio in denaro, che lo salverà dalla falce della riforma Gelmini.

Indignata la risposta dei sindacati e delle associazioni di categoria, ma anche quello dei precari stessi: su Facebook sono infatti già nati dei gruppi contro il nuovo reality.