Polemiche per “Toy Story 3″ da parte di alcune femministe

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Il terzo episodio di “Toy Story 3“, come i capitoli precedenti, negli Stati Uniti ha già sfondato al botteghino, con oltre 326 milioni di dollari di incasso. Eppure, nonostante questo film sia piaciuto a grandi e piccini, ha fatto parlare di sé, sollevato polemiche ed è stato additato come film diseducativo.

Infatti, secondo alcune femministe, tale pellicola sarebbe omofoba e sessista. Lo hanno affermato su un magazine americano, “MS”, in cui queste hanno espresso il loro dissenso per un film che, invece, è piaciuto ai conservatori, che lo hanno ritenuto inneggiante alla libertà e contro la dittatura.

Ma chi ha polemizzato, cioè la giornalista di “Ms” Natalie Wilson, non è d’accordo lo stesso, perché “Toy Story 3″ sembra innanzitutto discriminare le donne, che nel film sono pochissime e delineate in maniera negativa. Ma, sempre secondo la Wilson, ci sarebbero anche toni omofobici, specie su Ken, un personaggio del film, ossia il bambolotto fidanzato con la storica bambola Barbie.

Affiancando l’omofobia e la misoginia, le battute su Ken suggeriscono che le peggiori cose che possono capitare a un maschietto sono quelle di essere una donna o un omosessuale. I ragazzini che crescono assistendo a spettacoli sessisti hanno più probabilità di diventare degli adulti che interiorizzano gli stereotipi su che cosa ci si aspetti che siano uomini e donne.

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  • Corrado Artale

    Basta col politically correct a tutti i costi… è quello che ha ucciso il cinema! Come la polemica mossa a Eastwood perchè in Flags Of Our Fathers non comparivano soldati americani neri… non se ne può più di queste idiozie.

  • Silvia

    Anche io sono una femminista sfegatata..e odio i preconcetti e tutti quegli scimmiottamenti della donna che vediamo in tv.. E sono anche contro l’omofobia.. Il punto è: la vediamo solo nei cartoon? Gli stereotipi sono ovunque, ovunque. Ben venga la critica della giornalista, ma che sotto la lente d’ingrandimento ci vadano più aspetti della vita.

  • gian mancini

    stupidaggini s’insulta l’intelligenza dei ragazzini

  • Francesca Strafino

    Questo cartone potrebbe essere la testimonianza dell’America di oggi, che di passi indietro ne ha fatti due in più rispetto a certo mondo occidentale

  • michele

    immmaginate i giocattoli viventi credo che questo fil sia il piubello di tutti di ttore ci sono 2 che conosco fabio de luigi e gerry scotti :’):O:)(voto di questo film 2000.000.000):’):)

  • http://www.ilmondodielena.it Elena

    Boh, onestamente io trovo abbastanza orrendi questi cartoni animati fatti in animazione computerizzata.
    Conformismo come se piovesse (si salvano giusto i primi due Shrek), storie tutte al servizio solo degli effetti speciali e del marketing, poche idee.
    Deprimenti, sono felice di essere cresciuta con i cartoni Disney in animazione classica e gli anime giapponesi, dove almeno c’erano idee e un po’ di coraggio creativo. Ma si sa, se si devono pagare i tecnici degli effetti speciali non ci sono poi i soldi per gli sceneggiatori, basti vedere quella boiata di Avatar.
    E non mi andrà mai giù che agli Oscar un gioiello come Persepolis sia stato battuto da quella banalità di Ratatouille.

  • Silvia

    D’accordo (quasi) totalmente con elena fino a quando non dice che Ratatouille sia banale.. magari non era del tutto da Oscar, ma nemmeno Persepolis era poi così geniale.. ^^”

  • Francesca Strafino

    Concordo con Elena, in effetti questi cartoni per certi versi sembrano esangui…ci sono eccezioni, come ad esempio Monster House, che considero un capolavoro dell’attuale animazione (provare per credere!)…
    Cmq Ratatouille è carino…

  • http://www.ilmondodielena.it Elena

    Definire banale un film che parla di uno dei drammi mondiali degli ultimi quarant’anni mi pare un po’ azzardato.
    Ratatouille è talmente banale, forse un bambino di otto anni può anche trovarlo divertente (e mi spiace per lui o lei) ma per una persona adulta sti cartoni al pc sono abbastanza inguardabili.
    Torno a vedermi Goldrake, che è meglio.

  • Francesca Strafino

    Magari tornassero i tempi di Goldrake…

  • Elisa

    Le femministe hanno contestato in particolare la scarsa componente rosa (ma Andy, il «padrone» dei giocattoli protagonisti, è un bambino, perché dovrebbe mettersi a giocare con le bambole?) e la rappresentanza del gentil sesso affidata alla «solita» Barbie bella, bionda e superficiale. Ma non è proprio Barbie che, stavolta, smentisce se stessa, piantando in asso il suo adorato Ken per salvare i suoi amici? A proposito di Ken, invece, le ladies hanno sentenziato: «È rappresentato come un gay fashionista». E dunque per questo la pellicola sarebbe omofoba? Più semplicemente, il Ken di Toy Story 3 non può essere l’esilarante caricatura di tanti maschi (anche 100% etero) modaioli e vanesi che popolano le nostre strade (lo aveva fatto anche la DreamWolrks con il Principe «bonazzo» di Shrek 2)? E mettiamo anche che Ken sia gay e fashionista: a parte il fatto che il sospetto c’era già venuto da tempo, ma, anche se fosse, che male ci sarebbe?

  • michele

    sara piu bello degli altri capitoli…. forse

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