Il terzo episodio di “Toy Story 3″, come i capitoli precedenti, negli Stati Uniti ha già sfondato al botteghino, con oltre 326 milioni di dollari di incasso. Eppure, nonostante questo film sia piaciuto a grandi e piccini, ha fatto parlare di sé, sollevato polemiche ed è stato additato come film diseducativo.

Infatti, secondo alcune femministe, tale pellicola sarebbe omofoba e sessista. Lo hanno affermato su un magazine americano, “MS”, in cui queste hanno espresso il loro dissenso per un film che, invece, è piaciuto ai conservatori, che lo hanno ritenuto inneggiante alla libertà e contro la dittatura.

Ma chi ha polemizzato, cioè la giornalista di “Ms” Natalie Wilson, non è d’accordo lo stesso, perché “Toy Story 3″ sembra innanzitutto discriminare le donne, che nel film sono pochissime e delineate in maniera negativa. Ma, sempre secondo la Wilson, ci sarebbero anche toni omofobici, specie su Ken, un personaggio del film, ossia il bambolotto fidanzato con la storica bambola Barbie.

Affiancando l’omofobia e la misoginia, le battute su Ken suggeriscono che le peggiori cose che possono capitare a un maschietto sono quelle di essere una donna o un omosessuale. I ragazzini che crescono assistendo a spettacoli sessisti hanno più probabilità di diventare degli adulti che interiorizzano gli stereotipi su che cosa ci si aspetti che siano uomini e donne.