La nuova politica abitativa consentirà alle famiglie disagiate e monoreddito di di avere finalmente una casa.

E così il social housing sarà una realtà anche in Sicilia. È la risposta alle esigenze abitative di molte giovani coppie che non hanno la possibilità di pagare un canone mensile per un pur piccolo appartamento e non hanno neppure il diritto di accedere agli alloggi di edilizia popolare perché hanno un reddito, anche se minimo.

Le unità abitative disponibili in Sicilia saranno circa 2.000. Il bando sarà presentato entro settembre e riguarderà gli interventi di edilizia sociale nei centri storici, nelle zone edificabili, in zone di espansione. È prevista una deroga per le zone industriali ed artigianali.

Oltre alla costruzione di nuovi edifici, saranno riqualificate abitazioni esistenti ma obsolete e in degrado. Il social housing nasce con lo scopo di migliorare l’urbanistica del territorio mediante un partenariato pubblico-privato. Requisito essenziale è che i nuclei familiari abbiano un reddito: potranno usufruire anche di un mutuo agevolato, ma devono essere in grado di pagarne le rate.

I Comuni, dopo la presentazione dei progetti, avranno un anno di tempo per iniziare i lavori, che saranno finanziati da una Sgr, Società di gestione risparmio, gestita da una società che la Regione siciliana istituirà con un bando.

La Sicilia ha già sottoscritto l’accordo di programma quadro tra Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e le regioni Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Toscana, Umbria, Veneto e Provincia autonoma di Trento) che ha portato alla costituzione di un Fondo Nazionale per il social housing.

Al fondo immobiliare potranno partecipare i comuni che vorranno costruire gli alloggi in edilizia sociale, donando terreni di proprietà pubblica e ricevendo in compenso quote del fondo di importo pari al valore di mercato del suolo.