Riuscire a eliminare la poppata notturna rappresenta un traguardo importante, non solo per il neonato ma anche per mamma e papà che, in questo modo, riescono a riappropriarsi delle preziose ore di sonno. La domanda che però si fanno molti genitori riguarda quando è possibile provare a far saltare al bebè la sua poppata notturna.

La notte è infatti un momento delicato per il bebè: spesso non è facile né farlo addormentaresvegliarlo, a volte ha difficoltà a dormire o con il ruttino dopo la poppata, oppure può soffrire di coliche, tuttavia l’allattamento è importante e va curato fino al minimo dettaglio.

In effetti non c’è una risposta univoca su come riuscire a dire addio alla poppata di note, perché i fattori da considerare sono diversi: primo tra tutti l’indole e i bisogni particolari di ciascun bambino. Ci sono bebè infatti che per loro natura tendono ad essere più dormiglioni già dai primi mesi di vita e che quindi riusciranno a saltare la poppata notturna anche molto presto ed altri invece, più voraci, che avranno bisogno del loro pasto notturno per diversi mesi.

Senza contare che, specie per i piccoli allattati al seno, la poppata non rappresenta solo una fonte di nutrimento ma anche una coccola esclusiva di cui hanno un profondo bisogno: capita infatti che solo tra le braccia della mamma riescano a tranquillizzarsi e a riprendere sonno.

In linea di massima, comunque, i pediatri sostengono che si possa tentare l’eliminazione della poppata notturna quando il bambino raggiunge indicativamente un peso di 6/7 kg. Nel caso invece di bimbi nati prematuri può essere necessario aspettare più tempo.

Non solo, un altro aspetto determinante per eliminare la poppata notturna può essere rappresentato dallo svezzamento, ovvero dall’introduzione delle prime pappe semisolide o dei primi biscottini: capita spesso infatti che questa nuova abitudine alimentare riesca a saziare maggiormente il bimbo, tanto da favorirne il sonno durante le ore notturne e di conseguenza l’eliminazione della poppata nel cuore della notte.

Fermo restando che la decisione di togliere la poppata notturna deve essere valutata con il parere del pediatra, perché tutto vada a buon fine è utile seguire qualche piccola strategia. Ecco degli esempi.

  • Ritardare l’ultima poppata serale. Fondamentale per permettere al piccolo di dormire tutta la notte o quasi senza risvegli è dargli l’ultimo pasto del giorno più tardi rispetto al consueto. In questo modo aumenteranno sicuramente le probabilità che riesca a dormire senza svegliarsi per mangiare.
  • Utilizzare il ciuccio. Anche se molti genitori si dimostrano contrari, il ciuccio può essere un prezioso alleato  per far dormire il piccolo durante la notte. Spesso infatti, non è tanto l’esigenza di nutrirsi a svegliare il bebè, quanto il bisogno stesso di succhiare che quindi può essere soddisfatto anche attraverso l’uso del ciuccio.