Lo Sri Lanka ha risposto in modo deciso al proliferare di siti Internet e immagini pornografiche, segnalando e arrestando 83 pornostar autoctone. L’accessibilità e la fruibilità con cui molti giovani fanno uso della pornografia ha insospettito e intimorito le autorità che hanno così deciso di porvi rimedio.

La pena corrisponde a 6 mesi di carcere e a una multa che i colpevoli di fruizione erotica dovranno pagare. Lo Sri Lanka, dopo 25 anni di guerra civile, si è trovato per la prima volta libero di poter gestire democraticamente i propri usi e costumi.

Ma un eccessivo decadimento della moralità collettiva, con un incremento della pornografia ha allarmato il governo locale. In particolare l’aumento della prostituzione minorile e la presenza di ragazzini nei film hard ha spinto le autorità ha bloccare ben 300 siti porno locali.

Una vera e propria campagna moralizzatrice, un giro di vite stretto, che non ha nulla a che fare con le scelte religiose, in un’isola dove convivono buddisti, induisti, musulmani e cristiani.

C’è da capire come le autorità locali riusciranno a bloccare un fenomeno che, grazie a Internet ma non solo, ha ormai una diffusione capillare e mondiale.