All’imbrunire della seconda giornata della Milano Moda Donna 2017, ha sfilato la collezione Autunno Inverno 2017-2018 di Prada, nel quartier generale di via Fogazzaro trasformato, per l’occasione, in un enorme loft di ispirazione Sixties, con camere da letto, salottini, lampade ultra glamour, dove fashion, arte e design si completano e si esaltano.

Una scenografia suggestiva, realizzata ancora una volta da AMO, il think tank di ricerca interno allo studio d’architettura fondato nel 1975 da Rem Koolhaas – a cui si deve tra l’altro anche il design della Fondazione Prada – per dare risalto al ruolo della donna, nella sua vita pubblica e in quella privata. Soluzione affascinante che entra nel racconto della sfilata tanto quanto i 47 look proposti da Miuccia Prada.

Non voglio fare politica con la mia moda, ma farlo alla mia maniera, in modo sottile“, ha spiegato la stilista parlando dei tanti manifesti appesi nella sala: dalle locandine dei film di James Bond firmate da Robert Mc Ginnis ai poster creati da Amo (su cui si legge: “La moda parla di quotidianità e la quotidianità è il palcoscenico politico delle nostre libertà“).

Una donna, quella del prossimo autunno, che sembra aver appeso al chiodo quasi completamente i pantaloni in nome di una nuova femminilità, fatta di linee classiche e di infinite decorazioni: ricami, stampe di grafiche, piume e intarsi di pelliccia colorati impreziosiscono gonne al ginocchio, giacconi destrutturati, cardigan di mohair dalle nuance delicate. Le lunghezze difficilmente si alzano sopra al ginocchio, preferendo, piuttosto, profondi spacchi a mostrare le gambe: per essere sensuali e desiderabili non serve l’eccesso.

Galleria di immagini: Prada Autunno Inverno 2017-2018, foto

Sono un tripudio di femminilità l’abito aderente in mohair rosso, il completo di angora con i fiorellini ricamati, il vestito di frange di cristalli, gli abiti di satin con le locandine di Mc Ginnis, a cui si alternano la giacca e il pantalone a zampa di velluto a coste grosse portati con il reggiseno tricot, il giaccone di velluto e montone portato con la gonna lunga di seta con lo spacco, la sottana con le piume insieme alla giacca Seventies in pelle e maglia.

Gli intarsi e i dettagli di pelliccia la fanno da padrone, presenti su strap delle borse, sulle cinte, sui colli oversize. Da segnalare le sciarpe, che da Miuccia Prada si porteranno strette al collo e abbandonate, lunghe e suadenti, dietro le spalle, da novelle Isadora Duncan. Tra gli accessori, tanti cappelli, berretti di pelle, in pitone, patchwork, lavorati a maglia, divertenti copricapi in marabù.

Ricco e variegato il capitolo scarpe: si va da Mary Jane a punta, con grande bottone decorativo, ora con piume, ora con pietre, ora con tacco gioiello, a stivali over knee colorati, fino a una sorta di moon boot di pelliccia con tanto di nappine.

Make up realizzato da Pat McGrath, anche lei storica collaboratrice della griffe milanese: domina ancora il nude look, intramezzato qua e là da labbra rosse fuoco e qualche smokey eyes, a sottolineare ancora una volta questa libertà di ogni donna di scegliere il mood più consono al suo modo di essere.

Nel front row: il sindaco Giuseppe Sala (per testimoniare “sostegno totale e incondizionato” di Milano alla moda), Chiara Ferragni e Anna Dello Russo (con lo stesso abito Prada), Anna Wintour, Alexa Chung.