Tra pochi giorni, precisamente venerdì 8 ottobre attorno alle 11 del mattino, sarà assegnato il Premio Nobel per la Pace.

La grande novità di quest’anno è che tra i candidati a ricevere il riconoscimento ci sono non solo singoli personaggi che dedicano ogni giorno la propria vita alla libertà e ai diritti umani, ma anche alcune organizzazioni umanitarie e, soprattutto, una realtà proteiforme, impalpabile e potente come Intenet.

Ebbene si: se l’anno scorso a suscitare perplessità fu l’assegnazione del Nobel per la Pace al Presidente USA Barack Obama, quest’anno a tenere banco prima ancora di conoscere la decisione del Comitato del Nobel è certamente la proposta di premiare il Web.

A sostenere l’idea in Italia è il mensile Wired, con la campagna Internet for Peace, cui hanno aderito anche l’oncologo Umberto Veronesi e Shirin Ebadi, avvocato e dissidente iraniana, a sua volta già Nobel per la Pace nel 2003.

I promotori sostengono che il Web, inteso come intreccio di persone capace di superare le barriere del tempo e dello spazio, sia, proprio per questo, un fortissimo veicolo di pace.

E mentre dal mondo politico anche Nichi Vendola si è dichiarato sostenitore del premio per la pace a Internet, c’è chi, invece, ha espresso seri dubbi a riguardo: perché il Web è anche il luogo in cui si diffonde il materiale pedopornografico, nascono gruppi che predicano l’odio razziale, si intrecciano le reti del fondamentalismo islamico.

Internet, insomma, unisce a livello mondiale il bene, ma anche il male.

Senza contare che ci sarebbero, in effetti, delle valide alternative: per esempio, tanto per dirne una, la blogger e dissidente cubana Yhoani Sanchez, che non potrebbe fare quello che fa se non ci fosse il Web, ma quello che scrive è frutto della sua testimonianza che non è certamente indotta da Internet.

Insomma, mancano pochi giorni e il dibattito si fa apertissimo: voi, come la vedete?