Dalle pagine de L’Unità viene oggi lanciato un messaggio d’allarme: le nuove proposte sulla prescrizione breve sono state appositamente pensate per salvare Silvio Berlusconi dalle vicende giudiziarie che l’hanno recentemente coinvolto?

A quanto pare, si tratta di un dubbio più che lecito. Il Presidente del Consiglio, attualmente accusato di concussione e prostituzione minorile e prossimo al processo, potrebbe infatti godere di un particolare bonus della proposta di legge, che introduce una sorta di prescrizione automatica per gli over 65.

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La proposta, avanzata dall’onorevole Luigi Vitali del PDL alla Camera, andrebbe a modificare l’articolo 62-bis del codice penale, introducendo nuovi comma che, a una prima lettura, sembrano tutt’altro che esenti da interessi di tipo personalistico:

“Il giudice diminuisce sempre la pena quando l’imputato è incensurato o ha superato il sessantacinquesimo anno di età, ovvero quando il reato non risulta grave alla stregua dei criteri indicati nei numeri 1, 2 e 3 del primo comma dell’articolo 133. Il giudice, fermo restando il disposto di cui al terzo comma dell’articolo 63 deve applicare le circostanze attenuanti, comprese quelle di cui ai commi precedenti, e considerarle prevalenti rispetto alle eventuali circostanze aggravanti, ogniqualvolta per effetto della diminuzione di pena il reato risulti estinto per prescrizione. Il giudice anche nella fase delle indagini preliminari, pronuncia in camera di consiglio sentenza inappellabile di non doversi procedere”.

Sessantacinquenne, incensurato o graziato da attenuanti generiche o precedenti prescrizioni: questo il profilo dell’accusato salvato da questa norma. E, come sottolinea L’Unità, facile scoprire a chi somigli questo identikit.

Numerose le proteste emerse dopo la presentazione di questa modifica di legge. Il presidente di IDV alla Camera Massimo Donadi ha espresso tutto il proprio sdegno per il palese tentativo della maggioranza di proteggere il Premier, definendo il tutto come:

“Una vergognosa impunità per il premier, un’offesa allo stato di diritto, all’uguaglianza dei cittadini, e uno schiaffo agli italiani onesti”.

A tentar di calmare i toni, però, ci pensa Niccolò Ghedini, l’avvocato fidato di Berlusconi. Il legale sottolinea, infatti, come quel testo sia solamente l’iniziativa personale dell’onorevole Vitali, reso pubblico senza un precedente accordo con i rappresentanti del Governo e del PDL. In attesa di scoprire, perciò, quale sarà la versione finale di questa riforma della giustizia, una domanda si erge con prepotenza: Silvio Berlusconi eviterà il tribunale?