Non si tratta di una lenticchia qualsiasi.

E’ la peculiarità della zona nei Comuni di Santo Stefano di Sessanio e di alcune aree dei comuni limitrofi (provincia di L’Aquila) che conferisce valore a questa specialità; Proprio grazie ai suoi terreni calcarei e grazie al clima caratterizzato da primavere brevi e fresche e di inverni lunghi e rigidi, che questo legume cresce oltre i 1000 metri di altitudine sulle pendici del Gran Sasso e qui trova il suo habitat naturale.

Nei segni particolari della sua carta d’identità troviamo scritto: minuscola, di colore marrone violaceo scuro e saporita.

Le lenticchie di Santo Stefano di Sessanio si raccolgono a mano, nel mese di agosto, ma si consumano essiccate e quindi sono disponibili tutto l’anno; date le loro piccolissime dimensioni e la loro estrema permeabilità, non necessitano di ammolli preliminari alla preparazione.

Il modo migliore per assaporarle è una zuppa, semplice e rustica. Per prepararla basta coprire le lenticchie con abbondante acqua e aggiungere un paio di spicchi d’aglio, qualche foglia d’alloro, sale e olio extrevergine d’oliva. Si porta a ebollizione, a pentola chiusa et voilà.

La produzione di questo legume è,però, minacciata dal proliferare di un mercato di false lenticchie di Santo Stefano, che toglie clienti ai veri produttori i quali sono ormai avviliti e affaticati dal proprio lavoro.

Quest’ultimi infatti, sono rimasti in pochi e molti non hanno speranze nell’arrivo di braccia giovani pronte a prendere il loro posto.

Con la collaborazione del Parco Nazionale del Gran Sasso , dell’ Arssa Regione Abruzzo, e con la formazione del Presidio Slow Food si è riavviato un progetto, già intrapreso precedentemente, che mira alla creazione di un associazione dei produttori e ad un controllo del raccolto per arrivare ad avere un etichettatura semplice e trasparente sul prodotto, che eviti qualsiasi tipo di frode.

Il Presidio però, lavora soprattutto per aumentare le coltivazioni, evitando così anche l’abbandono dei giovani di questo strepitoso territorio.