La Robiola di Roccaverano, tutelata da Presidio Slow Food, è quel formaggio prodotto in alcuni comuni della Langa astigiana, con solo latte crudo di capra di Roccaverano, razza ormai soppiantata da altre più produttive. La produzione avviene da marzo a metà dicembre e per disciplinare, la maturazione minima è di 5-6 giorni.

Dal punto di vista organolettico la robiola consumata fresca è un formaggio semplice che rilascia al naso sentori di yogurt e di erba verde, mentre in bocca spicca la sua sapidità.Se stagionato invece, lo stesso formaggio, presenta sentori più aromatici  come quelli del prato, del pascolo e al gusto è più piccante e persistente.

C’è chi ritiene la Robiola di Roccaverano l’unico formaggio caprino degno di paragone con i più famosi chèvres d’oltralpe, e c’è chi lo ritiene il più storico caprino del Bel Paese.

Indiscutibile è invece, il riconoscimento ottenuto: Denominazione Origine Protetta. L’unico caprino ad aver ottenuto la D.O.P.

La D.O.P., da un lato ha portato una maggior conoscenza e quindi visibilità al prodotto, dall’altro con il suo disciplinare ha permesso di fare Roccaverano con solo il 50% di latte caprino e con il restante 50 % con latte vaccino od ovino. I produttori storici non si sono arresi e alcuni di loro hanno continuato a  produrre robiole proprio come si faceva gà 200 anni fa.

Il Presidio Slow Food tutela questa minoranza, ovvero la Robiola classica prodotta solo con latte crudo di Capra. Solo in questa robiola i fiori, le erbe e la flora batterica dei pascoli si trasferiscono nel formaggio al punto che, come per i vini, è possibile definire una vera e propria mappa di cru.