Si selezionano solo i frutti migliori (ancora a mano), si raccoglie solo da metà giugno a metà luglio, e solo nella fascia costiera che va da Loano a Varazze (provincia di Savona).

Parliamo dell’ Albicocca di Valleggia, tutelata da Presidio Slow Food.

Valleggia è il nome della zona di massima produzione di questo frutto, che si distingue dalle altre albicocche per la sua dimensione minuta.

E come il vino buono sta nella botte piccola , così nel nostro piccolo frutto si trovano gli aromi e i sapori più intensi. L’Albiccocca di Valleggia si differenzia anche grazie alla buccia più sottile color arancio chiaro e  ricoperta di “lentiggini” rosso scuro-marrone.

Le principali difficoltà che si riscontrano nella produzione di questo frutto riguardano gli impianti di coltivazione che  non essendo a spalliera, come  nei frutteti moderni, risultano più impegnativi, oltre all’espansione edilizia che ha invaso tutto il territorio.

Tali difficoltà spiegano il progressivo abbandono della coltivazione dell’Albicocca di Valleggia negli ultimi trent’anni.

A sostegno di questa coltura, opera il Presidio Slow Food, che lavora per tutelare le coltivazioni di Albicocca rimaste, e, attraverso la comunicazione e la promozione, prova a sollecitare il recupero di aree oggi dismesse ma che un tempo erano piene di frutteti, per piantare nuovi alberi.

In aiuto dell’albicocca di Valleggia, ci sono anche due cooperative che coinvolgono una trentina di produttori del Presidio, difendendo il rispetto di un disciplinare di coltivazione severo e selezionando i frutti migliori che si trovano sul commercio con il marchio di qualità “Albicocca di Valleggia”.