In provincia di Salerno, si trova un piccolo paese con poco più di 600 abitanti: Pertosa.

Questo paese vede l’affluire di numerosi turisti curiosi ed affascinati dalle sue grotte carsiche, risalenti a trentacinque milioni di anni fa.

Ma Pertosa, con i comuni limitrofi di Auletta, Caggiano e Salvitelle , è famosa anche per un’altra specialità: la coltivazione di una varietà di carciofo, appunto chiamato carciofo Bianco di Pertosa (o del basso Tanagro, che è il fiume che attraversa questa zona) tutelato da Presidio Slow Food.

Alcune caratteristiche che rendono unico questo ortaggio sono evidenti; come il colore verde chiarissimo, tendente al bianco argenteo e come le infiorescenze che sono grandi, rotonde, senza spine, con un caratteristico foro alla sommità. Meno visibili invece, sono le particolarità caratteriali quali la sua grande  resistenza alle basse temperature, e  la sua dolcezza e  delicatezza delle brattee interne.

Queste qualità rendono Il Carciofo Bianco di Pertosa, ideale da mangiare crudo, ed eccellente sott’olio; tanto che alcuni produttori ultimamente, hanno anche avviato la trasformazione dei carciofini in olio extravergine di oliva Dop Colline Salernitane.

L’abbinamento del carciofo con l’olio, riunisce le due principali vocazioni agricole del territorio, e lo si vede anche dall’alternarsi dei piccoli appezzamenti di carciofi ai tradizionali olivi.

Le singolari proprietà organolettiche, unite a quelle salutari date da una coltivazione completamente naturale, anche se sprovvista della certificazione, rendono il carciofo bianco un possibile traino per tutta l’economia agricola della zona.

L’obiettivo del Presidio Slow Food è di ritrovare un mercato per questo prodotto dalle potenzialità straordinarie, che per ora, è solo una realtà produttiva marginale, coinvolgendo in primo luogo la ristorazione locale.