È l’immagine simbolo della devastazione romana a opera dei black bloc: un ragazzo a torso nudo, e coperto in volto da una sciarpa, lancia nel vuoto un pesante estintore.

Gli inquirenti sono riusciti a identificarlo: si tratterebbe di un 24 enne romano, conosciuto nell’ambiente con il nome di “Er Pelliccia”, già noto alle forze dell’ordine per precedenti per stupefacenti.

Galleria di immagini: Black Bloc fra gli indignati di Roma

Il ragazzo non ha negato di essere l’autore del gesto efferato, ma ha trovato una motivazione di certo singolare per giustificare i suoi atti. Non avrebbe, a suo dire, cercato di lanciare l’estintore per colpire le forze dell’ordine lì presenti, bensì la sua sarebbe un’estrema azione per spegnere l’incendio propagatosi a pochi metri di distanza.

Le ragioni di “Er Pelliccia”, balzato già dallo scorso sabato sulle pagine di tutti i media internazionali, sembrano però non reggere. Alcune sequenze fotografiche e video dimostrerebbero come l’uomo abbia prima svuotato l’estintore spargendone le polveri casualmente per aria, per poi lanciarlo contro la polizia. Il tutto per rendere evidentemente più leggero lo strumento al lancio, mentre dell’intenzione di voler combattere il rogo che lo circondava non vi è alcuna traccia. In aggiunta, anche alcune immagini pubblicate da Il Giornale, in cui il black bloc apparirebbe a volto scoperto.

Il ventiquattrenne, ora in fermo per resistenza pluriaggravata, ha però deciso di collaborare con la polizia, consegnando gli abiti utilizzati durante gli scontri una volta scoperti i suoi misfatti. A riconoscerlo un funzionario della Questura che, stazionando a pochi passi dalla zona del lancio dell’estintore, è riuscito a ricostruirne l’identità grazie alle informazioni già in possesso delle forze dell’ordine. Il Gabinetto Regionale della Polizia Scientifica, diretto da Laura Tintisona, ha quindi provveduto a scoprire l’indirizzo del giovane, mentre l’Autorità Giudiziaria ha firmato un provvedimento d’urgenza affinché la Digos potesse perquisirne l’abitazione.

Fonte: Repubblica, Il Giornale.