In gravidanza, la pressione va controllata in modo regolare. Conoscere i propri valori medi prima del concepimento, così da sapere con anticipo se si è ipertese o meno, è particolarmente importante: in questo modo, le variazioni della pressione durante i mesi potranno essere valutate non solo con maggiore precisione, ma anche con maggiore serenità. Se i valori sono sempre stati normali, saranno sufficienti i controlli di routine: solitamente la pressione viene controllata mensilmente dal ginecologo.

Lievi sbalzi sono fisiologici, ma se si notano valori mediamente più alti è necessario sottoporsi a controlli più ravvicinati, circa uno alla settimana. Generalmente si può parlare di ipertensione se la minima (pressione diastolica) supera gli 80-85 o se la massima supera i 140 (valore sistolico); questi valori devono generare allarme in una donna incinta perché possono essere il primo segnale di una preeclampsia, cioè una patologia che insorge soltanto durante la gravidanza e che se non curata può provocare danni gravi alla mamma e al bambino.

La preeclampsia, infatti, altera il passaggio di ossigeno dalla mamma al bambino attraverso la placenta e implica il ricovero della gestante che deve essere attentamente monitorata. Nei casi più gravi si può arrivare a decidere di anticipare di molte settimane la nascita: l’unica terapia davvero risolutiva della preeclampsia è infatti il parto; ovviamente la nascita prematura potrà comportare complicanze che dovranno essere valutate di volta in volta.

Ancora oggi per diagnosticare la preeclampsia gli unici strumenti a disposizione sono il controllo della pressione e l’individuazione di proteine nelle urine; tuttavia eventuali alterazioni di questi valori sono misurabili solo quando la malattia è già in atto, per questo studi più recenti sono stati orientati all’individuazione di segnali precoci di preeclampsia in modo da poterla diagnosticare tempestivamente.

Alcuni studi hanno dimostrato che, in caso di preeclampsia, le arterie uterine che irrorano la placenta se osservate attraverso il doppler presentano una dilatazione dei vasi e un accrescimento scorretto della placenta già alla 13° settimana.

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