C’è un dato che più di ogni altro mostra la crescente difficoltà economica delle famiglie, soprattutto nelle nuove generazioni: il credito a consumo e l’indebitamento per eventi ampiamente programmabili.

Se si chiede un prestito per andare in vacanza, se non si riesce più a comprare una lavatrice senza pagarla a rate, bisogna cominciare a preoccuparsi. Ora si sta facendo avanti una nuova abitudine: il prestito per sposarsi.

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Lo dice un sondaggio di Prestiti.it, una società di intermediazione online che si occupa di mettere a confronto i preventivi delle banche, la quale ha analizzato 300mila richieste di prestito negli ultimi sei mesi scoprendo che il 2% dei prestiti è richiesto per organizzare il matrimonio, per una cifra media di 16mila euro da restituire in cinque anni.

In un contesto che vede aumentare il prestito alle famiglie a scapito dei beni immobili, arriva questa novità. D’altronde, le statistiche sono chiare: la cifra per un abito da sposa varia dai 1.500 ai 7.000 euro, e un matrimonio italiano tipico, senza particolari sfarzi, può arrivare a un costo complessivo di 20/30.000 euro.

Per molte famiglie è ormai difficile trovare questa liquidità, così si ricorre all’indebitamento chiedendo un prestito. Le regioni del Sud la fanno da padrone, secondo lo studio dell’agenzia, con Calabria, Molise e Basilicata a contendersi la palma dei matrimoni più cari.