Pretty Woman compie 25 anni: il 23 marzo 1990 è uscito, infatti, per la prima volta nelle sale cinematografiche americane il film che ha fatto conoscere al mondo le grazie di una Julia Roberts, che ha confermato lo status di uomo più sexy e amato dalle donne per Richard Gere, ha fatto parte dell’educazione sentimentale di milioni di adolescenti che da quel momento hanno preteso un principe azzurro tutto loro (diritto di ogni donna al di là del suo passato e della sua estrazione sociale).

Galleria di immagini: Pretty Woman, i look più belli

Altro merito, non da poco, di Pretty Woman è stato la capacità di traghettare una serie di abiti dal gusto sofisticato, chic e retrò dagli anni Cinquanta ai Novanta, facendo attraversare loro quasi indenni gli esagerati anni Ottanta.

Ecco 5 look indimenticabili che raccontano la trasformazione della prostituta Vivian in un’elegante signora pronta per l’alta società.

  1. L’abito di Vivian prostituta. Forse non tutti sanno che l’abito formato da top bianco e calzoncini blu, tenuti precariamente insieme da un anello e indossati con alti stivali in lattex neri e parrucca a caschetto bionda, è entrato talmente nell’immaginario e nella cultura popolare americana da essere divenuto un costume per Halloween e per Carnevale. Non esiste consacrazione maggiore.
  2. L’abito per lo shopping. L’abito indossato da Vivian per fare shopping in Rodeo Drive, beige a maniche corte con una sfilza di bottoni sul davanti, è espressione dei primi anni Novanta, ma gli accessori neri come il cappello a tesa larga e la clutch lucida lo rendono senza tempo. Avere una carta di credito illimitata e le mani cariche di buste completa il fascino di questo momento del film.
  3. L’abito nero da cocktail. L’abito nero indossato per il cocktail, con una scollatura sensuale e delicata incorniciata dal pizzo, ricorda una femminilità di altri tempi ed è degno Audrey Hepburn.
  4. L’abito rosso da sera. Sembra un vestito perfetto per il red carpet, l’elegante abito lungo rosso indossato con guanti bianchi che lascia le spalle libere: Vivian lo indossa la sera in cui l’affarista miliardario Edward Lewis torna prima dal lavoro per prenderla e portarla con il suo jet privato da Los Angeles a San Francisco per vedere l’opera, La Traviata.
  5. L’abito marrone a pois bianchi. Indossato da Vivian per la partita di polo con cappello, borsa, guanti e scarpe deliziosamente abbinati, è forse il simbolo del film e del cambiamento di Vivian, anzi della grazia che già era in lei pronta per sbocciare. La costumista Marilyn Vence, creatrice di tutti i vestiti del film, ha raccontato alla rivista Elle di essersi innamorata del tessuto trovato in una fabbrica di Beverly Hills. Il metraggio era a malapena sufficiente per l’abito e per poter cucire un nastro pendant intorno al cappello ha dovuto accorciare l’orlo del vestito.