La dieta dimagrante è sempre un momento di privazione, sacrificio e soprattutto attesa dei risultati. Purtroppo alcune volte questi tardano ad arrivare e, a fronte di grosse rinunce, si ottiene solo una piccola perdita di peso. Sarebbe bello poter valutare in anticipo l’efficacia di una dieta dimagrante e misurare quanto funzionerà sul proprio metabolismo. Oggi finalmente si può. In che modo? Misurando l’attività del sistema nervoso a riposo.

A scoprirlo è stato un gruppo di ricercatori del Baker IDI Heart & Diabetes Institute di Melbourne che, in uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, ha dimostrato come la perdita di peso sia direttamente proporzionale all’attività involontaria dei muscoli a riposo.

Questo significa che riuscendo a operare direttamente sull’attività nervosa a riposo si possono ottimizzare i risultati di una dieta dimagrante proprio tra coloro che hanno più resistenze e dimagriscono difficilmente.

Lo studio effettuato dagli esperti ha misurato l’attività involontaria su 42 persone in sovrappeso. Per attività nervosa involontaria si intende quella effettuata dai nostri muscoli senza però che ci sia nessun movimento messo in atto coscientemente da parte del soggetto.

I pazienti sono stati testati durante le 12 settimane di regime dietetico intrapreso e il loro sistema simpatico è stato analizzato tramite la microneurografia, ovvero una tecnica complessa e delicata che registra il livello di attività di un nervo periferico tramite microelettrodi.

In questo modo hanno scoperto che se a riposo il sistema nervoso è poco attivo, anche la capacità di dimagrimento è diminuita ed esiste anche una relazione diretta nell’assorbimento dei carboidrati. Vediamo perché questa scoperta è molto importante per chi si accinge a intraprendere una dieta dimagrante.

Per prima cosa permette di mirare il regime calorico sulla singola persona a seconda di quanto questa sia più o meno resistente, inoltre consente di andare a sollecitare “artificialmente” il sistema nervoso in quei soggetti che si siano rivelati meno reattivi aiutandoli ad aumentare i risultati in termini di perdita di peso.

Per terminare, questo studio costituisce un fortissimo stimolo in quanto dimostra una volta di più come il cervello governi tutte le nostre funzioni e che quindi la volontà e la ferma determinazione nel voler portare avanti un piano dietetico possono servire a ottenere risultati più efficaci.

Insomma una sorta di effetto psicosomatico secondo il quale se sappiamo che il nostro fisico reagisce bene a una dieta dimagrante siamo anche più motivati a portarla avanti e a sopportare le rinunce avendo la certezza dei risultati. E non è poco.