Un altro buon motivo per bere il caffè: dopo anni in cui è stata bistrattata, la bevanda preferita dagli italiani diventa quasi un toccasana. Nella giornata mondiale dei malati di cancro arriva la notizia che, secondo uno studio svedese della Karolinka Istitute, pubblicato sull’autorevole rivista Breast Cancer Research, il consumo regolare di caffè ridurrebbe le probabilità di ammalarsi di tumore al seno.

Allora largo ai break al bar, certo senza esagerare. C’è chi il caffè lo usa come un modo per staccare da un momento particolarmente intenso di lavoro, c’è chi lo utilizza come un momento di incontro con le amiche o semplicemente come eccitante per mantenersi attive quando l’attenzione cala. Per tutte una buona notizia: le buone proprietà del rito quotidiano degli italiani sono numerose. Il caffè migliora la digestione, aiuta a prevenire i radicali liberi, è un antiinfiammatorio naturale e per molte è un piacere irrinunciabile.

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Nessun eccesso, però, perché a tutte le peculiarità positive se ne aggiungono altrettante negative, che è meglio non sottovalutare. In alcuni soggetti un consumo eccessivo di caffè potrebbe provocare malattie dell’apparato gastrico, senza dimenticare i tipici effetti eccitanti, come vampate, palpitazioni e insonnia. Comunque, non bisogna privarsi della classica tazzina di caffè, ma stando bene attenti che queste non diventino troppe.

Lo studio svedese ha coinvolto 5000 donne intorno ai 50 anni, la metà delle quali avevano già sviluppato un cancro al seno. Gli studiosi hanno monitorato il loro consumo quotidiano di caffeina scoprendo che nelle pazienti che bevevano almeno 5 tazzine al giorno il rischio di ammalarsi di tumore al seno scendeva di un quinto rispetto a coloro che ne consumavano una quantità inferiore. Per la neoplasia della mammella la percentuale arrivava a raggiungere il 75%.

Insomma un risultato veramente molto importante e che fa ben sperare per il futuro dal momento che il cancro al seno continua a essere ancora troppo diffuso in Europa, nonostante le campagne di prevenzione siano riuscite a sensibilizzare la componente femminile della popolazione a fruire di controlli continui e tempestivi.

Lo studio della Kalinka Istitute è comunque da approfondire. Gli stessi ricercatori hanno dichiarato di essere ancora a metà dell’opera:

“Non sappiano ancora cosa provochi questo effetto, ma probabilmente è dovuto alle numerose sostanze antiossidanti presenti nel caffè”

Ancora una volta gli antiossidanti protagonisti in positivo: dopo l’ictus, il caffè sarebbe un ottimo strumento preventivo anche per il tumore al seno, l’unico neo riguarda il numero di tazzine concesse. I ricercatori svedesi parlano di almeno 5 tazzine al dì, ma i medici invitano a non superare le 3 massimo 4 tazzine al giorno. A questo punto bisognerà trovare un compromesso.