Depressione post partum, baby blues e disturbi dell’umore in gravidanza: le donne che ne soffrono durante la maternità sono circa il 16 per cento, ma è soprattutto dopo la nascita del bambino che un malessere da poco può trasformarsi in una crisi porfonda.

Prevenire la depressione post partum, ma anche trovare la strada giusta per curarla per tempo, è fondamentale per garantire il benessere di mamme e neonato: a tale fine sono nate le nuove Linee Guida italiane sulla depressione in maternità, necessarie anche per adeguarsi alle numerose campagne di sensibilizzazione già attive in ambito europeo.

Nate dalla collaborazione tra numerosi specialisti, le Linee Guida sono state fortemente volute dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna (Onda), che ha anche promosso la pubblicazione del volume scientifico redatto da Claudio Mencacci “Overcoming posnatal depression”.

I destinatari sono gli operatori sanitari come ginecologi, pediatri, medici di famiglia, tutti in qualche modo vicini alla figura della donna in gravidanza o neo mamma: il fine è infatti quello di individuare fattori di rischio e primi segnali di malessere precocemente, in modo tale da intervenire subito evitando pesanti conseguenze.

Le Linee Guida, quindi, esprimono la necessità di una maggiore attenzione verso lo stato emotivo delle mamme e future mamme, osservandone anche la storia personale e familiare e l’eventuale presenza di disturbi precedenti alla gestazione, come stati d’ansia o predisposizione a essi.

C’è tuttavia da sottolineare che la depressione post partum può anche colpire donne che non hanno mai sofferto di ansia o episodi depressivi prima della gravidanza, e che hanno avuto un percorso sereno fino alla nascita del bambino. Sono le alterazioni ormonali, tuttavia, a causare sbalzi dell’umore, tristezza, difficoltà ad accettare il nuovo ruolo di madre e le responsabilità che avere un figlio comporta. Tutti stati d’animo che, se lasciati degenerare, possono portare a una ben più grave depressione. Francesca Merzagora, presidente Onda, ne illustra così le dinamiche.

«La gravidanza rappresenta infatti per la donna un periodo di profondi cambiamenti non solo fisici ma anche psicologici. Molto importante è dare ascolto a ciò che si prova dentro di sé, perché tristezza, sconforto e ansia possono facilmente trasformarsi in veri e propri sintomi di depressione. Il mancato riconoscimento e il non trattamento di questa sintomatologia possono compromettere il decorso della gravidanza, con ricadute che vanno dalla scarsa cura di sé all’abuso di sostanze, fino al coinvolgimento dello sviluppo del feto e della crescita del neonato

Fonte: Onda