La memoria è il tesoro dell’anima. Esercitarla è ciò che solitamente viene consigliato, ma anche la cura della propria alimentazione è una buona base per mantenere nel tempo un cervello allenato, magazzino di ricordi. Infatti, secondo una ricerca americana, eccedere con le calorie assunte non solo intacca la propria salute generale e non facilita il mantenimento del peso forma, ma raddoppia il rischio di vuoti di memoria o decadimento cognitivo lieve (Mci), soprattutto tra gli ultrasettantenni.

Mangiare troppo, quindi, non è consigliato per mantenere lo stato di benessere: oltre ai vari problemi riscontrati a causa di una cattiva alimentazione, si aggiunge l’Alzheimer precoce. In particolare, la ricerca ha coinvolto 1.233 persone tra i 70 e gli 89 anni, tutti residenti nel Minnesota, a Olmsted County.

Tra i partecipanti, 163 persone soffrivano di Mci. Una volta selezionati, gli è stato sottoposto un questionario riguardante la quantità di cibo assunto quotidianamente e, in base alle risposte e al consumo calorico giornaliero, i ricercatori hanno formato tre gruppi.

La ricerca ha evidenziato una maggiore probabilità, come accennato sopra, di incorrere in problemi di memoria per quegli anziani che mangiavano più degli altri. Rispetto ai coetanei abituati a mantenere una dieta salutare, è stata riscontrata una possibilità pari al doppio del normale di contrarre l’Alzheimer nelle persone in sovrappeso.

Dai dati raccolti non emerge invece alcuna differenza significativa di rischio per il gruppo intermedio: contenersi e concedersi uno strappo alla regola di tanto in tanto non pregiudica la propria salute mentale. E questo è risultato vero anche dopo aver considerato eventuali ictus, diabete, livello di istruzione ed elementi che comunque potrebbero influenzare la memoria. Yonas Geda della Mayo Clinic di Scottsdale, in Arizona, spiega:

«Abbiamo osservato una correlazione che, in pratica, mostra come maggiore è la quantità di calorie consumate ogni giorno, più alto risulta il rischio di decadimento cognitivo lieve».

Quante calorie? Gli anziani che hanno contribuito alla ricerca e che adesso sono consapevoli del pericolo, consumavano tra le 2.143 e le 6.000 calorie al giorno: mantenersi dunque è essenziale, perché superate le 2.000 calorie quotidiane aumenta il rischio di danneggiare il cervello, avviandolo verso la perdita di memoria.

«Tagliare le calorie e seguire una dieta sana può essere un modo semplice per prevenire la perdita di memoria legata all’età».

Ecco ciò che consigliano gli studiosi americani autori della ricerca: quindi stop alle scorpacciate frequenti. I risultati dello studio saranno presentati all’American Academy of Neurology Annual Meeting, in programma a New Orleans, nello stato della Louisiana, dal 21 al 28 aprile 2012.