La primavera è il periodo dell’anno più difficile per chi soffre di allergie, e quando si parla di bambini la faccenda diventa ancora più delicata.

Poco tempo fa si è anche parlato dell’allarme lanciato da molti pediatri, preoccupati per la crescente solitudine dei piccoli allergici, spesso costretti a non partecipare alle attività insieme ai coetanei. Le allergie si possono prevenire? A quanto pare si, e questo avviene già durante i nove mesi di gravidanza, periodo fondamentale per preparare il bambino ad affrontare l’esterno, prestando molta attenzione alle buone e alle cattive abitudini, anche alimentari.

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Secondo Maria Antonella Muraro, responsabile del Centro per le Allergie alimentari dell’Università di Padova, uno dei fattori che influisce sulle possibili future allergie del piccolo è il fumo, sia quando il vizio è praticato dalla mamma in attesa, sia se quest’ultima lo respira in modo passivo.

“Prima regola: non fumare in gravidanza e impedire agli altri di fumare in propria presenza: il fumo aumenta del 50% il rischio di allergia del nascituro. Durante la gravidanza, inoltre, consumare molta frutta e verdura.”

Anche la situazione familiare ha tuttavia un suo peso, infatti la tendenza alle allergie può essere di natura genetica. È sempre la Muraro, però, a sfatare parzialmente questo mito, sottolineando come la dieta, il fumo e le condizioni ambientali siano molto più rilevanti.

“Oggi vediamo emergere la maggior parte dei casi di allergia in famiglie non a rischio. Riteniamo perciò che siano più importanti fattori ambientali e nutrizionali come fumo o dieta, che modificando l’espressione dei geni, favoriscono la comparsa dell’allergia.”

C’è anche chi sostiene che una maggiore esposizione al sole influisca sul sistema immunitario potenziando le difese dell’organismo contro le allergie, pertanto chi vive nelle zone del Sud, ad esempio, ha una minore predisposizione.

Per quanto concerne l’inquinamento ambientale, inoltre, una maggiore presenza nell’aria di alcune sostanze come il biossido di azoto, o il particolato fine, consentono un più diretto attacco degli allergeni alle vie respiratorie. E dentro casa? Anche l’appartamento non è un luogo immune, basta pensare ai gas della cucina, oppure alla polvere che si deposita sui mobili.

“Appena possibile, è opportuno tenere almeno i bambini all’aperto, dove possano respirare aria buona: un classico, con effetti davvero positivi nella prevenzione di asma e allergie, è il soggiorno al mare durante l’estate. Benefici il sole (per la sintesi di vitamina D) e l’aerosol di acqua di mare”.

Per chi vuole prevenire le allergie nei bambini, il consiglio degli esperti è anche quello di non tenere in casa animali domestici, limitando i peluche e la moquette, terreno fertile per la polvere. Un ambiente troppo pulito, d’altra parte, può essere controproducente, perché non permette al corpo di predisporre le sue difese.