Baaria“, il film diretto da Giuseppe Tornatore sta sbancando i botteghini italiani ed è stato candidato agli Oscar come miglior film non di lingua inglese.

A causa di una scena cruenta in cui un toro viene ucciso, le associazioni animaliste e ambientaliste hanno iniziato una vera campagna di boicottaggio contro il film di Tornatore.

La scena in questione riguarda la macellazione di un toro: prima gli viene conficcato un punteruolo sulla fronte, poi gli vengono recisi i vasi del collo.

La Lav, Lega Anti Vivisezione, ha definito la scena “raccapricciante e cruenta, tanto più perché realizzata con un animale ucciso appositamente” e ha invitato il pubblico a disertare le sale cinematografiche.

L’Enpa, Ente Nazionale Protezione Animali, invece, ha presentato in procura a Roma una denuncia per far sequestrare e ritirare il film dalle sale, a causa della scena in oggetto. Il presidente dell’associazione Carla Rocchi ha dichiarato a riguardo:

È impensabile che l’Italia voglia farsi rappresentare da una pellicola di cui si parla quasi esclusivamente per la scena, truculenta e sanguinaria, in cui si mostra la barbara uccisione di un bovino. Tra l’altro la scena in questione è stata girata in Tunisia, proprio per eludere la normativa italiana a tutela degli animali. La denuncia presentata vuole punire chi si ammanta fintamente di pretese artistiche di questa scena. Il risultato è che di questo film si parla solo per la crudeltà di quella scena. Baaria uguale macelleria.

Molte associazioni ambientaliste e anche comuni cittadini hanno criticato la scena del mattatoio, definendola inutilmente cruenta, visto che si sarebbe potuto ricorrere ad effetti speciali per proporre la stessa scena. Il regista Tornatore ha risposto alle critiche dichiarando che l’effetto non sarebbe stato lo stesso.

Polemizzare su un’unica scena, che poi ricorda usanze non troppo remote del nostro Paese, risulta eccessivo e fuori luogo. Se si dovessero boicottare tutti i film che contengono scene cruente e di cattivo gusto, molta della cinematografia italiana e internazionale non uscirebbe mai sul grande schermo.