Da poche ore sono iniziate a Erbil, in Iraq, le riprese de “I fiori di Kirkuk“, pellicola ambientata negli anni ’80 durante il genocidio dei curdi ad opera del regime di Saddam Hussein. Il film vede la direzione del regista curdo iraniano Fariborz Kamkari, nato a Roma nel 1981 e già direttore artistico di “Black Tape“.

Najla proviene da una famiglia borghese irachena. La ragazza è innamorata di Sherko, un giovane medico curdo impegnato nel salvataggio dei clandestini, scampati al genocidio. Najla decide di opporsi alla famiglia, che la vuole dare in sposa ad un ufficiale dell’esercito iracheno, ma la propria decisione porterà alla condanna a morte dell’amato.

Il film è un’intera produzione italiana, tuttavia gli autori hanno deciso di mantenere stretto il legame con la tradizione araba. Per questo motivo, la pellicola verrà registrata in arabo, in curdo e in italiano. Il cast vede la partecipazione di Morjana Alaoui, Ertem Eser, Mohammed Zaoui, Elisabetta Pellini, Ashraf Hamdi, Mohammed Bakri, Maryam Hassouni e Nadia Kibout.

La produzione è targata Farout Films, la distribuzione è affidata a Rai Cinema e Blue Film. La pellicola può contare sul patrocinio di diverse istituzioni e organizzazioni di rilievo, sia a livello italiano che internazionale, quali Filias/Regione Lazio, il Programma MEDIA dell’Unione Europea, Università “La Sapienza di Roma”, Ministero degli Esteri e SIMET.