Da piccoli si impara soprattutto giocando. Dunque per i genitori e per gli addetti ai lavori imparare a conoscere le fasi dello sviluppo del neonato prima e del bambino poi significa scegliere con criterio e cognizione i giocattoli più adatti a favorire una giusta crescita.

Ma, prima di tutto, come si gioca con un bebè? “Non c’è una ricetta unica, il rapporto genitori-figli è una continua scoperta, un susseguirsi di emozioni – spiega la psicologa Federica Bigoni -. Ma il gioco è sicuramente il modo migliore che hanno i papà per entrare nell’universo del proprio piccolo, al contrario della mamma, che ha molte più occasioni, a iniziare dall’allattamento”.

In ogni caso si può dare qualche indicazione generale: è bene lasciare che il piccolo giochi con le persone care, come nonni, zii e amici: la sua socialità e la sua personalità ne trarranno giovamento; il gioco è un buon modo per distrarlo nelle situazioni di disagio, per esempio quando non sta molto bene o deve mangiare; per garantire notti tranquille a tutta la famiglia, sollecitarlo durante il giorno, farlo stancare; non avere troppa fretta: con la crescita i genitori scopriranno i giocattoli che il piccolo ama di più e quali attività lo coinvolgono maggiormente.

Per i neonati, il gioco più interessante e stimolante è la mamma. “Del resto, il volto umano, lo sguardo, il sorriso, sono gli stimoli più importanti per il piccolo, perché la corteccia visiva sarà la prima a giungere a maturazione”, conferma Anna Batti, pediatra e neuropsichiatra infantile. Ascoltare, guardare, “sentire” la mamma, per il neonato è il passatempo più bello ed emozionante. Quindi un accudimento sicuro, empatico, partecipe, teso a comprendere, anche emotivamente, i bisogni del neonato, è il “gioco” più adatto fino al sesto/settimo mese di vita. Se la relazione fra mamma e bebè è equilibrata, la mamma sarà anche in grado di riconoscere un “oggetto” buono, che le sarà di supporto: dando quest’oggetto al figlio, potrà allontanarsi dal suo spazio visivo, senza che questi si smarrisca e si disperi.

Ma arriviamo ai giochi veri e propri. Tra il primo e il quarto mese, “l’attività motoria è inizialmente primitiva. Le prime modalità attraverso le quali il neonato sperimenta una reazione all’ambiente sono i riflessi innati, come il pianto e la suzione, conseguenza della voglia di soddisfare l’istinto della fame” spiega Anna Batti. “In questo periodo la musica sarà da lui molto gradita, così come le giostrine che si appendono nella culla e nella carrozzina – racconta la Bigoni -. Apprezzerà molto se si gioca con lui, muovendolo al ritmo della canzone o della cadenza ritmata. L’essere ondeggiato e cullato permetterà lo sviluppo dell’equilibrio e della successiva coordinazione, gettando le basi per il futuro gattonamento”. Perfetti anche i giochi che possono essere portati alla bocca per l’esplorazione, evitando quelli con componenti piccole o buchi dove il bimbo potrebbe infilare le dita. Tra i colori, prediligere il giallo e il rosso.

Dal quarto al settimo mese il neonato inizia a notare il suono prodotto, per esempio, da un sonaglio e a ripetere i propri movimenti per sentirlo ancora” chiarisce la psicologa. Dall’emissione di suoni semplici, il piccolo passa gradualmente a sillabe più complesse come “ga-ga”, “ah-goo”, “da-da”, rivolte soprattutto ai suoi giocattoli, con cui ama parlare, come se lo capissero. Al bambino di questa età non interessa avere tantissimi giochi, né tantomeno averne di elaborati. “Bastano una semplice pallina che suona o un sonaglio – dichiara Federica Bigoni -. I bambini sono attratti dai colori e dai suoni e sono molto attenti allo studio degli oggetti che vengono loro proposti. Per questo, sono molto importanti anche i libri di filastrocche che associano suoni, colori e luce, perché parlano di cose quotidiane, come la pappa, la luce, la mamma, la nanna, i sì e i no. Le illustrazioni presenti appassioneranno moltissimo il piccolo, come anche i volti delle persone, cui si deve sempre associare un nome”. Un altro gioco che si può proporre è la palestrina gommosa che si stende sul pavimento, vivace e piena di disegni: il bambino si muoverà per cercare di afferrare gli oggetti irrobustendo peraltro ossa e colonna vertebrale.

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