Dicono (le nonne): “L’attesa del piacere è essa stessa il piacere“. Dicono. E dicono anche (sul Journal of Sex Research): “le coppie che hanno consumato il primo rapporto a pochi giorni dal loro primo incontro, allo scadere del primo anno di relazione hanno più difficoltà rispetto alle coppie che hanno saputo aspettare qualche mese”.

Dico invece che tutto questo stare a misurare, ponderare, rinviare, mi mette un’ansia inibitoria che altro che piacere, piuttosto single allora. Attenzione: non sto inneggiando all’amore libero, non dico di donarla a destra e a manca, o di concedersi tanto per, ma solo di non metterle il lucchetto a vita per un principio vecchio come il cucco finalizzato all’utopico rapporto duraturo.

Perché diciamocelo chiaramente, che voi vi siate concesse al primo appuntamento, o che abbiate rimandato di settimana in settimana costringendolo a fare i buchi ai muri, se corna devono essere, corna saranno. Non ci piove. E se voi gli avrete fatto fare un giro sulla vostra giostrina subito, sarete bellamente etichettate come “baldracche”, in caso contrario come “verginelle stitiche”. Non se ne esce in ogni caso.

Quindi, per concludere, vivetela come viene, assecondate le vostre pulsioni (se ci sono), ignorate i consigli delle amiche (soprattutto se sono single e potenzialmente invidiose), e come diciamo noi giovani moderni, “sciallatevela” che se son rose fioriranno.

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