Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, per probiotici si intendono quegli “organismi viventi che, somministrati in adeguata quantità, comportano un beneficio all’ospite”.

Questo vuol dire che quando si assumono i probiotici e gli alimenti che li contengono, l’intestino viene colonizzato da batteri benefici, capaci di riportare equilibrio alla flora intestinale che può essere stressata da malattie, agenti inquinanti e cibo scadente.

I probiotici, inoltre, supportano la digestione e vengono consigliati durante o dopo una terapia a base di antibiotici per riequilibrare l’intestino, dato che questi medicinali non distinguono tra batteri buoni e nocivi nella loro azione distruttiva. Inoltre, secondo alcuni studi, contribuiscono a mantenere attive le difese naturali e a ridurre i processi infiammatori e possono contribuire a ridurre i tempi del transito intestinale ed a garantire una maggiore regolarità. Anche se il ruolo è ancora da approfondire, l’uso dei probiotici potrebbe prevenire allergie, obesità e sindrome metabolica. Infine, secondo una ricerca dell’University of Orebro, in Svezia, i probiotici potrebbero combattere la depressione.

Gli esperti invitano a consumarli d’abitudine a colazione, perché alcune analisi scientifiche hanno dimostrato che funzionano meglio se consumati insieme ad altri alimenti. La quantità giusta da assumere affinché abbia effetto, comunque, non dovrebbe essere inferiore a un miliardo di bacilli al giorno.

Durante l’inverno, quando l’organismo è in balia con più facilità all’assalto di virus e batteri, abbassamenti repentini delle temperature e, quindi, a influenze di vario genere, aiutare le difese naturali del sistema immunitario diventa quanto mai urgente. Vediamo, allora, quali sono i migliori e più conosciuti probiotici a disposizione, da aggiungere alla propria colazione.

  • Tra i lactobacilli probiotici più noti ci sono Lactobacillus Acidophilus, Lactobacillus Casei, sp. rhamnosum, Lactobacillus johnsonii, largamente impiegati in preparati probiotici ad uso alimentare.
  • I bidifobatteri “Bifidobacterium” sono un genere di batteri presenti nel tratto gastrointestinale e nella bocca di molti mammiferi, compreso l’uomo. Sono uno dei principali generi di batteri che costituiscono la flora batterica buona del colon. Anche i bifidobatteri sono usati nell’industria alimentare come probiotici. Alcuni ceppi di Bifidobacterium inibiscono gli agenti patogeni e i batteri nocivi che colonizzano e infettano la nostra mucosa intestinale, aiutando localmente il sistema immunitario a svolgere un lavoro migliore.
  • I probiotici sono presenti in alimenti fermentati come il kefir, originario del Caucaso, e tutt’oggi molto usato in Russia. Viene preparato in modo tradizionale utilizzando latte fresco (di pecora, capra o vacca) e i fermenti o granuli di Kefir formati da un polisaccaride chiamato kefiran che ospita colonie di batteri e lieviti, ma può essere preparato anche con altri liquidi con contenuto di zuccheri come il latte di soia o il latte riso e persino solo con l’acqua zuccherata. Considerato un elisir di lunga vita, è particolarmente indicato per chi ha bisogno di energia o per chi si sta riprendendo da un trattamento di antibiotici, agli anziani, e soprattutto alle donne in gravidanza grazie al suo contenuto di acido folico fondamentale per lo sviluppo del feto.
  • Il tè kombucha, bevanda di origine orientale, giunta in Europa dalla Cina e dalla Russia, è esaltato soprattutto per la sua attività probiotica all’interno del tratto intestinale. Viene definito come una bevanda viva, dall’azione attiva sull’organismo, che avrebbe aiutato più persone a risolvere il problema dei calcoli renali, dell’artrite e del peso in eccesso. È, però, sempre consigliabile consultare il proprio medico per comprendere se l’assunzione di tè kombucha possa essere adatta alla propria situazione di salute.