I probiotici negli alimenti portano dei benefici per la salute. Gli esperti sono tutti d’accordo nel dire che questi integratori a base di batteri fisiologici (per intenderci quelli “buoni”) fanno davvero bene al nostro organismo, però l’importante è che vengano assunti a stomaco pieno o meglio ancora insieme agli altri alimenti. Solo così funzioneranno a dovere ed eviteranno di disperdere i propri principi attivi, oltre a provocare alcuni fastidi come l’acidità gastrica. Quindi ricordatevi sempre di associarli ai vostri pasti (preferibilmente alla colazione). Fatta questa precisazione (fondamentale), sveliamo quelli che sarebbero i benefici del consumo di probiotici.

  • Alzano le difese immunitarie. Il motivo principale per cui viene consigliato a una persona di prendere probiotici? Perché sono in grado di alzare le difese immunitarie del nostro organismo, aiutandolo così a evitare virus di ogni tipo.
  • Rendono l’intestino più sano. Rinforzano la flora batterica e, di conseguenza, sono soliti eliminare problemi come stipsi e diarrea (che colpiscono una percentuale altissima di persone).
  • Prevengono infezioni vaginali. I probiotici sono dei validi alleati quando si deve prevenire o combattere infezioni come la candida o le semplici (ma fastidiose) cistiti.
  • Tengono a bada il peso. Vengono prescritti anche a pazienti con problemi di peso, in particolare agli obesi.
  • Regalano benefici a livello respiratorio. Tra i vari disturbi che i probiotici riescono a prevenire ci sono anche le allergie. Pare, infatti, che siano dei toccasana a livello delle vie respiratorie, tanto da riuscire a combattere persino l’asma.
  • Controllano la pressione sanguigna. Molti probiotici aiutano a regolarizzare la circolazione e la pressione sanguigna, tanto da prevenire l’ipertensione.
  • Sono amici della pelle. Forse molti non lo possono immaginare, ma agiscono anche sulla pelle e in particolare aiutano nel caso di dermatiti.
  • Migliorano l’umore. Studi recenti sostengono che i probiotici possano essere in grado persino di combattere la depressione. Si tratta, allo stato attuale, più di una ipotesi che di una certezza, ma i cui sviluppi sono assolutamente da tenere d’occhio.