Due cuori, una capanna e un bebè? Spesso e volentieri l’idilliaco quadretto familiare sognato per nove mesi si scontra con la dura realtà fatta di notti insonni e pianti disperati: accudire un neonato è un’esperienza totalizzante e, se il neo-papà non collabora, ecco sorgere problemi di coppia che possono seriamente compromettere il rapporto, senza contare che un contesto così stressante può far detonare situazioni pregresse e mai risolte definitivamente.

Non a caso, dopo la nascita del bambino, oltre un quarto delle neomamme litiga di più con il proprio compagno, e quasi un terzo afferma che il proprio rapporto è meno solido. L’arrivo del neonato sconvolge i ritmi della coppia, i cui bisogni passano in secondo piano; aumentano le responsabilità, i nuovi impegni e le difficoltà; inoltre, spesso si discute sull’indirizzo della vita familiare e sul comportamento da adottare con il piccolo.

Un’altra persona entra a far parte del rapporto, sovvertendone le regole e le dinamiche: spesso i neopapà sembrano non accorgersene; la loro vita continua a scorrere quasi identica, fra ore di ufficio, partite a calcetto, playstation e divano. Solo per il fatto che rimane a casa, poi, spesso la donna diviene oggetto di pretese riguardanti le faccende domestiche: “Non trovo le camicie stirate…”, “Ma non è che per caso sei passata al supermercato a prendermi le birre?”, “Stasera ho invitato i ragazzi a cena, prepari qualcosa al volo?” , ecco alcune frasi che possono scatenare l’ira funesta della neomamma che non sente riconosciute la fatica e le difficoltà attraversate durante le proprie giornate con il piccole, e che vede il compagno non capire quanto possa essere destabilizzante, per esempio, passare dal lavoro a tempo pieno a essere una mamma a tempo pieno.

Cosa fare per evitare l’apocalisse a ogni cambio di pannolino? Per quanto sia difficile, cerca di non rispondere di getto; aspetta di esserti calmata, siediti a tavolino con il tuo compagno e spiegagli con serenità e fermezza le tue ragioni. Inoltre, i papà che continuano a fare la solita vita lasciando la propria compagna in difficoltà con il bambino accampano come scusa la propria incapacità di accudire il bebè: non lasciare che si possa trincerare dietro un “Ma una madre lo fa meglio…”. Nessun genitore nasce preparato: raggiungete un compromesso; tornato dal lavoro potrà riposarsi, ma poi dovrà tenere il bambino per un periodo di tempo che stabilirete insieme e durante il quale tu non ti precipiterai a fare le faccende domestiche, ma cercherai di staccare dalla tua giornata, riposandoti un po’.

Un altro terreno di compromesso devono essere i servizi in casa: dividetevi i compiti e stilate una lista da attaccare al frigorifero. E non cercare di fare tutto da sola: se hai bisogno d’aiuto, chiedilo. Sarebbe bello, ma non sempre chi ci sta vicino riesce a leggerci nel pensiero. I litigi sono inevitabili: cerca di mantenere un tono neutro e di non rivangare, a cascata, episodi passati e irrisolti. Infine, per quanto parenti e amici possano essere una valvola di sfogo, non fare l’errore di confidarti solo con loro, evitando il confronto con il tuo compagno: il risultato infatti può essere arroccarti sulle tue posizioni e diventare ancora più aggressiva.

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