Dopo Report, Anno Zero e Ballarò, guai in vista anche per Che tempo che fa, il programma di successo condotto da Fabio Fazio con la collaborazione di Luciana Littizzetto. Un grave ritardo nella regolarizzazione dei contratti rischia di comprometterne la normale programmazione.

Non cessa, di conseguenza, l’assedio che da giorni sta affliggendo i programmi informativi Rai d’opposizione. Dopo la copertura legale negata a Report, Che tempo che fa subisce gli stessi disservizi di Anno Zero per il rinnovo dei contratti. Si tratta di una situazione difficilmente comprensibile dal punto di vista tecnico, giustificabile solamente da motivazioni di carattere politico.

Fabio Fazio, storico conduttore della trasmissione, esprime il suo disappunto, specificando come queste trasmissioni e la stessa Rai Tre servano:

a mettere in luce la vera funzione del servizio pubblico: che è somma di voci, non sottrazione. È scambio di idee, pluralità, polifonia in una grande azienda culturale. L’idea di chiudere qualche bocca mi sembra ancora prima che sbagliata anti-moderna. La televisione di tutti deve far parlare tutti anziché limitarsi a non dire niente. Ma capisco l’imbarazzo di alcuni. Da noi si respira un’aria di libertà, per altri invece è scontato che i programmi si costruiscano sentendo le segreterie dei partiti.

Rincara la dose il direttore di Rai Tre, Paolo Ruffini:

Un’offerta multipla arricchisce la Rai, non la penalizza. Il pluralismo è un patrimonio collettivo. Perché fare delle tre reti un indistinto omogeneizzato? Avremmo l’effetto McDonald, che ha gli stessi panini in tutte le parti del mondo.

Luciana Littizzetto, con la solita ironia, difende la rete rimarcando gli stessi concetti espressi dai colleghi:

Dove lo vede Silvio tutto questo comunismo a Rai Tre, cosa c’è di anormale? Se il problema è che Fazio è un uomo e io una donna, ci operiamo. Così rientriamo nei loro canoni di normalità.