Il Processo Breve, norma da più fonti definita come una vera legge ad hoc nei confronti del Premier Silvio Berlusconi, è stato approvato ieri alla Camera fra il dissenso dell’opposizione e di numerosi manifestanti. La rabbia si è quindi trasferita sui social network, dove si è ipotizzato che la prescrizione facile colpirà ben 25.000 procedimenti giudiziari.

Oltre al caso Mills e, probabilmente, al Rubygate, sono moltissimi i processi che rischiano di non giungere a conclusione. La norma approvata alla Camera, infatti, impone dei limiti di tempo per l’emissione della sentenza in base alla gravità del reato commesso. Per i reati con reclusione inferiore ai dieci anni, il primo grado si deve interrompere in tre anni, l’appello in due e in un anno e sei mesi l’intervento della Cassazione. Per i reati di durata superiore, si aggiunge un altro ulteriore anno per ogni grado precedentemente elencato. In altre parole, molti dei dibattimenti che inizieranno nell’immediato futuro rischiano di non aver tempo sufficiente per raggiungere la loro normale conclusione.

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Nonostante il Governo abbia assicurato che il provvedimento peserà solamente sullo 0,2% dei provvedimenti giudiziari, pare che la norma andrà ad eliminare in un sol giorno ben 15.000 reati, corrispondenti ad altrettante migliaia di processi. Fra le vittime illustri vi potrebbero essere il dramma del terremoto de L’Aquila, il disastro di Viareggio, il rogo Thyssen, il crack Parmalat, la strage dell’eternit, alcuni casi ancora aperti del G8 di Genova e molti altri ancora.

Massimo D’Alema negli scorsi giorni, supportato ieri dall’opposizione compatta, si è augurato l’intervento tempestivo del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano affinché sciolga le Camere, in modo da evitare una simile riorganizzazione al ribasso della giustizia italiana. Più che delle polemiche prettamente politiche tra i vari schieramenti, tuttavia, l’opinione pubblica si sta preoccupando insistentemente di alcuni quesiti: è lecito lasciare numerose famiglie, devastate già dal dramma della perdita di una persona cara, senza nemmeno la speranza di una sentenza? E con tempi ristretti rispetto al solito, il sistema giudiziario non rischia di diventare frettoloso e grossolano?