Seconda udienza preliminare per il processo che vede imputato Silvio Berlusconi in merito alla vicenda legata alla ormai famosa Ruby Rubacuori. Durante il dibattimento di oggi l’avvocato del premier, l’onorevole Niccolò Ghedini, ha presentato sedici questioni preliminari che secondo lui vizierebbero il procedimento.

Torna in discussione l’ipotesi che il leader di Governo, anche oggi assente in aula, abbia agito in esercizio della sua carica e quindi come pubblico ufficiale: se Ghedini riuscisse a far prevalere questo orientamento il processo si chiuderebbe qui e tutto passerebbe nelle mani del Tribunale dei Ministri. A sostegno di questa tesi sarebbe anche la figura di Nicole Minetti, consigliere regionale del Pdl, alla quale Berlusconi avrebbe chiesto di affidare l’allora minorenne marocchina fermata dalla Questura.

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Sostenuta questa prima eccezione, Ghedini ha avanzato presso i giudici una richiesta chiara riportata dal Corriere della Sera:

“Qualora si ritenesse che Berlusconi non fosse pubblico ufficiale di pronunciare una sentenza di proscioglimento immediato, oppure qualora si sostenesse che ha agito come pubblico ufficiale, cioè come presidente del consiglio, di inviare al Tribunale dei ministri di Milano gli atti”.

Come dicevamo le questioni sollevate non si fermano qui. Lo stesso avvocato difensore ha spiegato che esistono ancora eccezioni di carattere territoriale, ben cinque relative al rito abbreviato, una riguardo la presunta violazione della corrispondenza in occasione dell’esame di alcuni documenti bancari, quattro in riferimento alle intercettazioni che han visto protagonista anche Ruby Rubacuori, oltre a due sul fascicolo dibattimentale.