Con un consumo superiore ai 2,1 miliardi di euro i prodotti biologici rappresentano ormai un mercato in costante crescita.

I comparti più dinamici? Secondo una recente stima di Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) presentata al Sana, il Salone internazionale del biologico e del naturale di Bologna, si confermano i derivati dei cereali (+19% nel 2014 e +28% nella prima metà del 2015) e gli ortaggi freschi e trasformati (rispettivamente +14% e +21,8%). Tra le aree geografiche spicca il ruolo del Nord (che concentra i 2/3 degli acquisti). Segue il Centro e, a distanza, il Sud, ancora residuale ma in forte crescita.

Ma come riconoscere i prodotti biologici dagli altri? Vediamo una veloce guida all’acquisto per essere certi di acquistare bio.

  • Il termine agricoltura biologica indica un metodo di coltivazione e di allevamento che ammette solo l’impiego di sostanze naturali, presenti cioè in natura, escludendo l’utilizzo di sostanze di sintesi chimica (concimi, diserbanti, insetticidi).
  • La garanzia che ci troviamo davanti ad un prodotto proveniente da agricoltura biologica è data dall’etichettatura.
  • Possono contenere riferimenti al biologico in etichetta i prodotti ottenuti secondo le norme dell’agricoltura biologica o importati da paesi terzi nell’ambito del regime di cui ai Reg. CE 834/07 e CE 889/08; i prodotti i cui ingredienti non derivanti da attività agricola (additivi, aromi, preparazioni microrganiche, sale, ecc.) e i coadiuvanti tecnologici utilizzati nella preparazione dei prodotti rientrano fra quelli indicati nel Reg. CE 889/08; i prodotto con ingredienti il cui ciclo produttivo sia totalmente libero da ogm; i prodotti la cui materia prima (ingrediente) «biologica» non è stata miscelata con la medesima sostanza di tipo convenzionale; i prodotti o i suoi ingredienti che non sono stati sottoposti a trattamenti con ausiliari di fabbricazione e coadiuvanti tecnologici diversi da quelli consentiti nel regolamento del biologico, e che non abbiano subito trattamenti con radiazioni ionizzanti.
  • Il termine biologico, bio, organic e simili può essere usato solo per i prodotti che rispettino il regolamento 834/07 e 889/08. Indicare il termine biologico in etichetta o nei documenti di trasporto pone il produttore (o preparatore , distributore ecc) come responsabile di fronte alla legge rispetto alla conformità del prodotto.
  • Nelle etichette stampate dopo il 1°luglio 2010 è entrato in vigore il nuovo logo europeo, proibito nei prodotti con una percentuale bio inferiore al 95%.
  • C’è, poi, la garanzia AIAB (Associazione per l’Agricoltura Biologica), un marchio collettivo dei soci AIAB, su base volontaria, che viene apposto su prodotti che hanno requisiti più restrittivi della regolamentazione comunitaria obbligatoria Reg. (CE) 834/07.