Latte artificiale, pannolini, prime pappe e altri prodotti per l’infanzia svuotano le tasche delle famiglie italiane, molto più di quanto non avvenga nel resto dell’Europa. Un problema concreto per la maggior parte dei genitori che, finalmente, ha trovato l’appoggio e il sostegno da parte del governo.

Indagare sul caro prezzi dei prodotti per l’infanzia e trovare soluzioni che consentano alle famiglie di gestire meglio il budget nel primo anno di vita del bambino: questo il fine dell’esposto inviato all’Antitrust da parte del Ministro per la Cooperazione Internazionale con delega alla Famiglia Andrea Riccardi.

«Il comparto dei prodotti per la prima infanzia risulta caratterizzato da alcune specificità che incidono sulla formazione dei prezzi e sulla struttura della catena distributiva. Un grave danno per le famiglie costrette a sostenere un impegno economico esagerato. Negli ultimi anni sembra cresciuta la tendenza a organizzare gruppi di acquisto solidali per ottenere un risparmio.»

Quanto costa effettivamente mantenere un figlio nei primi dodici mesi di vita? Oltre 13500 euro complessivi, dei quali solo 1000 euro sono destinati all’acquisto del pannolini usa e getta, mentre 1458 euro se ne vanno per garantire al piccolo l’alimentazione che esclude l’allattamento al seno, quindi per acquistare latte artificiale e pappe.

È sempre Riccardi a sottolineare alcuni aspetti che rendono ancora più problematica la faccenda “acquisti” per la prima infanzia: spesso i genitori sono spinti a preferire un determinato prodotto su consiglio del pediatra, ma è anche vero che non esistono molte alternative caratterizzate dalle medesime qualità. Cosa avviene nel resto dell’Europa? Non solo la spesa è inferiore, ma quasi sempre i prodotti sono a disposizione delle famiglie anche nelle grandi catene di supermercati e non solo nelle farmacie.

Accade spesso, quindi, che i genitori si rivolgano ai gruppi di acquisto solidali, nati proprio per limitare le spese e organizzare viaggi al’estero per effettuare forniture di prodotti a costo inferiore. In tutta risposta, il presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella ha avviato una pratica per verificare questa spinosa situazione che grava sul bilancio familiare di molti italiani, e che senza dubbio merita attenzione più ampia.

Fonte: Associazione Difesa Consumatori