Spesa intelligente? Sicuramente utile, ma non solo per il risparmio. A richiamare l’attenzione sugli scaffali dei supermercati non devono essere soltanto le etichette del prezzo, ma anche e soprattutto le istruzioni del prodotto con l’elenco delle sue componenti. Nell’edizione di sabato 5 dicembre della “Repubblica delle donne” l’argomento viene approfondito in un’inchiesta fatta dalla giornalista Olga D’Alì, con il coinvolgimento di due esperti, Roberto Fanelli, tossicologo del Mario Negri di Milano, e Andrea Lenzi, endocrinologo al dipartimento di Fisiopatologia Medica dell’Università “La Sapienza” di Roma.

E319, E320, E321, indicati anche come Bha, Bht, Tbhq, sono le sostanze segnalate come nocive, presenti in salumi, yogurt, biscotti, frutta secca, snack, cibi in scatola e sottovuoto, che a lungo andare con un assiduo consumo potrebbero essere responsabili di intolleranze alimentari, reazioni allergiche, disturbi digestivi, o squilibri del sistema ormonale. Che cosa sono? In parole più semplici sono sostanze derivate dal petrolio, sospettate di essere cancerogene, e sono presenti, oltre che nei prodotti alimentari, nella composizione di cosmetici quali ad esempio deodoranti o dentifrici.

Qual è quindi la cosa giusta da fare per limitare i rischi? Visto che sarebbe impossibile ricordare a memoria ogni singola componente potenzialmente nociva, gli esperti consigliano e raccomandano di variare continuamente i prodotti che si acquistano, ad esempio comprando quelli in offerta, che sicuramente non sono mai gli stessi, o alternando il consumo di pesce di grossa taglia, quali tonno o pesce spada, dove è più semplice trovare sostanze inquinanti, con quello di piccola taglia. Ma anche in questo caso bisogna stare attenti al colore troppo acceso ad esempio dei gamberetti, prodotto da una sostanza che può alterare il funzionamento del sistema endocrino limitando l’azione degli ormoni. Attenzione anche alle confezioni di affettati o carni, o ancora verdure conservate nelle buste, perché potrebbero contenere nidrado di potassio, o E252, potenziale responsabile di vertigini, mal di testa e infiammazioni renali.

Per quanto riguarda invece i detersivi e i cosmetici, da tenere sotto controllo è il colore fluorescente che possono avere, che sicuramente non ha nulla di naturale. In questi casi, la regola d’oro da ricordare è quella di preferire i prodotti con la lista ingredienti più breve, sicuramente meno pericolosi. Per i contenitori, il meno nocivo, anche se più costoso, è senza dubbio il vetro.

A tranquillizzarci, comunque, ci pensano gli stessi esperti. Lenzi, infatti, spiega che sono stati approvati due documenti ufficiali, il Food Protection Quality Act e il Community Strategy for Endocrine Distrupters da “Stati Uniti e Commissione Europea”, per migliorare i metodi di screening dei prodotti e quindi individuare la presenza di xenoestrogeni. Per il momento, però, conviene affiancare alla lista di cosa comprare quella di cosa sarebbe meglio evitare.