Una rapida e costante ascesa per il settore della green economy, quel ramo dell’economia che prende in considerazione, oltre che i principi dell’economia stessa, l’impatto ambientale. Promuovendo lo sviluppo sostenibile, infatti, le aziende oggi assumono sempre più lavoratori per svolgere professioni green.

Dal primo al terzo settore, c’è un lavoro verde per tutti. Sarebbero addirittura cento secondo Marco Gisotti, esperto di comunicazione sostenibile e autore del libro intitolato proprio “100 professioni green”, che spiega:

«Gli specialisti del lavoro sostenibile non sono solo nel settore delle rinnovabili. Ormai dal riciclo alle foreste, dall’agricoltura alla cucina, dalla comunicazione al turismo ambientale sono tanti i lavori e le professioni green».

L’agricoltore bio è certamente la figura più vicina a noi, dato che portiamo i suoi prodotti direttamente nelle nostre cucine. L’agronomo, invece, assiste le aziende che producono vegetali biologici pianificando e gestendo sia gli ambienti naturali che quelli boschivi.

Una figura importante all’interno della green economy è certamente quella del botanico, che studia la diffusione delle specie e la frequenza degli incroci fra le varietà di vegetali. Utilissimo gli è quindi l’aiuto dell’ecologo vegetale, che compie rilievi sulle specie minacciate ed elabora dati statistici, come i censimenti floristici.

Bisogna tenere a mente però che queste mansioni esistono da tempo e che è necessario affrontare un lungo percorso di studi universitari per intraprendere questo tipo di carriera. La passione quindi non basta, ma, adesso che il settore dell’ecosostenibiltà sta crescendo a vista d’occhio, la passione può essere il motivo per il quale si può arrivare anche a ricevere un voluminoso stipendio.

I salari più alti ovviamente sono ricevuti dalle figure centrali in tema di energie rinnovabili. Energy manager e Sustainability manager sono infatti specialisti, il primo in promozione del risparmi energetico, il secondo in gestione e coordinamento della progettazione di sistemi di energia rinnovabile. Due ruoli chiave all’interno delle aziende e degli enti pubblici che consumano una certa dose di energia. Tant’è che è diventato obbligatorio assumerne uno per chi consuma più di 1.000 tep di energia l’anno.

Il più gettonato è il certificatore energetico, che lavora insieme al geometra ambientale. Si occupano di edilizia sostenibile affiancata alle fonti rinnovabili. È fondamentale oggi la loro presenza se si sta acquistando una casa. Infatti, dal 2005 è obbligatoria l’Attestazione di certificazione energetica, rilasciata dai professionisti sopradetti.

L’arredamento sostenibile, abbastanza chic e sempre più in voga, è ciò che propone l’ecodesigner d’interni, che cura la disposizione degli oggetti nelle case e negli uffici, prestando molta attenzione all’estetica e alla collocazione artistica degli arredamenti. E gli spazi esterni? C’è l’architetto paesaggista, che gestisce e progetta sia aiuole, che parchi, che paesaggi veri e propri.

Anche per quanto riguarda il settore della comunicazione e della moda sono diverse le figure che rientrano in questo ramo dell’economia. L’ecocool hunter, ad esempio, va alla ricerta delle nuove eco tendenze in relazione ai processi sostenibili e ai materiali immessi sul mercato. È possibile trovare queste tendenze sul blog personale dell’ecoblogger, che cura un blog scientifico-ambientalista sul web, per sé o per un’azienda.

E l’eco pubblicità? Esiste chi se ne occupa. Il green copywriter scrive i testi delle campagne pubblicitarie dai contenuti ambientali, mentre l’ecobrand manager è il responsabile della progettazione e promozione di prodotti sostenibili.

Se si ha voglia di un viaggio esclusivo immersi nella natura, è possibile rivolgersi al manager del turismo sostenibile, che non solo sviluppa e coordina attività legate al turismo ambientale, ma collabora direttamente sul territorio con soggetti specializzati nella conservazione, gestione e valorizzazione del patrimonio naturalistico.

Invece, l’animatore ambientale, figura particolarmente in voga nei campi vacanza giovanili di tutto il mondo, organizza il tempo libero e le attività escursionistiche durante la permanenza nella struttura in cui lavora – solitamente villaggi naturalistici – e guida i turisti in percorsi ambientali da lui scelti, essendo anche educatore ambientale.

C’è poi chi il lavoro non lo inventa, ma lo ripropone in chiave green: assicuratore ambientale, parrucchiere ecocompatibile, avvocato ambientale, ecochef, educatore ambientale e chi più ne ha più ne metta.

Fonte: Adnkronos